Tempio di Vesta



Übersicht

  • Tempio di Vesta di epoca flavia (ca. 96 d.C.), contesto topografico
  • Tempio di Vesta di epoca monarchica (VI a.C.)
  • Tempio di Vesta di epoca repubblicana (seconda metà del III sec. a.C.)
  • Tempio di Vesta in epoca alto-imperiale (probabilmente dopo il 64 d.C.)
  • Tempio di Vesta in epoca severa (dopo il 191 d.C.)

Edificazione: gli inizi dell’edificio di culto risalgono all’avanzato VIII-VII sec. a.C.

Modifiche: diverse ricostruzioni e nuove fasi in epoca repubblicana, nel primo periodo imperiale e nell’età severiana

Funzione: archivio, edificio di culto

Contesto storico: Antonina Augustea II Flavia Severa Tarda Repubblica I Tarda Repubblica II Tetrarchica


Il Tempio di Vesta si presenta nel sito archeologico allestito in modo artificioso sul lato est del Foro. Il piccolo tempio circolare è uno dei più antichi luoghi di culto dell’area del Foro, le sue origini risalgono agli inizi dell’occupazione dell’area nel tardo VIII-VII sec. a.C.

Architettura

Rispetto all’architettura imponente degli edifici circostanti (questo vale particolarmente per il periodo della tarda Repubblica e per l’Impero), ha sempre mantenuto una struttura piccola. Come ci tramandano le fonti scritte, le piccole dimensioni del tempio e la sua forma rotonda si susseguono da tempi antichi, caratterizzando la sua età molto avanzata: la sua forma rotonda rimanda alle semplici capanne di paglia dell’arcaico insediamento romano e la sua forma corrisponde al primo edificio di culto – un chiarimento al quale anche la ricerca moderna si associa.

Il suo aspetto, con colonne e struttura rotonda si basa sulla tipologia greca (Tholos), è tangibile attraverso le attestazioni di emissioni monetali del I sec. a.C. L’acquisizione dall’architettura templare greca ha avuto probabilmente luogo nel tardo III o II sec. a.C. A cui si allinearono anche i diversi edifici del Foro in apparenza di architettura greco – ellenistica (ellenizzazione). Nei secoli successivi, vi sono state più modifiche. Malgrado ciò, il tempio mantenne il suo significato e la sua centrale importanza, anche il suo aspetto originario fu sempre conservato. (per le singole fasi v.s.)

Funzione

Il tempio di Vesta è un buon esempio di come molte funzioni possano determinare la progettazione architettonica di un edificio. Il tempio serviva principalmente al culto di Vesta, dea della casa e del focolare domestico. Le Vestali erano un gruppo di sei o sette vergini che custodivano all’interno del tempio, l’eterno fuoco sacro del cuore della città di Roma. Di conseguenza, il tetto aveva un foro per consentire l’uscita dei fumi, ciò è anche testimoniato da illustrazioni sulle monete; inoltre, era necessario mantenere la Cella chiusa, in modo che il fuoco fosse protetto dal vento e da altri fattori ambientali. Inoltre, la funzione del tempio di Vesta era anche la conservazione di oggetti sacri: secondo una profezia, finché questi oggetti sacri fossero rimasti nel tempio anche Roma sarebbe continuata ad esistere. Le più importanti erano le statue degli dei domestici (Penati), le divinità protettrici della casa, così come il Palladium, una statua di culto di Pallade Atena,
che furono salvate, secondo la leggenda, da Enea dalle fiamme di Troia e portati a Roma. Una cavità nel podio del tempio poteva servire come un deposito degli oggetti di culto. Per proteggere questi oggetti sacri, l’isolamento del tempio e il suo accesso limitato era essenziale; fu concessa l’entrata solo ai sommi sacerdoti di Roma (il Pontefice Massimo e le Vestali). La caratteristica d’isolamento del tempio fu sfruttata anche per la conservazione di documenti importanti, come testamenti o contratti – soprattutto se il suo contenuto non doveva essere rapidamente reso noto al pubblico.

Le Vestali che gestivano il culto di Vesta nel tempio erano le sacerdotesse più stimate di Roma. Vivevano nel c.d. Atrium Vestae (casa delle Vestali), che si trova direttamente adiacente al tempio. Lì si trovava un cortile con numerose statue onorarie, raffiguranti le Vestali massime. Come sacerdotesse avevano un’enorme responsabilità, dovevano tenere acceso il fuoco sacro, perché se si fosse spento sarebbe stato considerato di cattivo auspicio. Il Pontefice Massimo era il capo del collegio sacerdotale, il quale poteva imporre loro dure sanzioni. Lui puniva le Vestali, nel momento in cui, durante le loro attività, avevano rapporti sessuali con gli uomini e quindi perdevano la loro verginità. Ci è stato tramandato che sotto Domiziano, la Vestale più importante fu punita, ella fu sepolta viva e il suo amante venne frustato a morte nel Comizio.

Rovine e Ricostruzioni

Così, come oggi si presenta il tempio di Vesta, con una parte della parete della cella marmorea riedificata e caratterizzata da colonne, lascia una buona impressione dello splendore dell’edificio. Non è facile vedere a colpo d’occhio quali parti sono moderni e quali originali; principali differenze si notano nelle tonalità più chiare delle integrazioni. Portando in tal modo l’attenzione sul cattivo stati di conservazione del tempio. Solo alcune parti di colonne, della trabeazione con un fregio di oggetti di culto e frammenti del muro della cella sono originali; la maggior parte delle strutture attualmente visibile deriva dall’azione di parziale ricostruzione effettuata negli anni ’30 del XX secolo. Un’impressione delle dimensioni complessive del tempio è ancora visibile nell’opus caementicium cementizia (muratura antica), che ha un diametro di circa 15 m. Al di sopra è stata attestata la sottostruttura del podio, conclusa da colonne del tempio circolare con un tetto conico. (v.s. le immagini delle rovine di oggi)

Tangibile è la ricostruzione , relativamente recente , del tempio di Vesta, del periodo di epoca Severa della fine del II sec. d.C. che è stato preceduto da una serie di ristrutturazioni e nuove costruzioni – non da ultimo a causa del fuoco sacro che costituiva un continuo pericolo per lo sviluppo di incendi che causarono parecchi danni all’edificio. Nella documentazione archeologica, tuttavia, queste fasi precedenti, a causa della sovrastruttura del tempio severiano sono appena tangibili. Pertanto, le nostre informazioni si basano principalmente su prove letterarie e rappresentazioni di monete coniate, ma forniscono solo indicazioni approssimative e quindi permettono di confermare solo approssimativamente le proposte di ricostruzione.

(JB)

 

Versione stampabile

Citazione da: Bartz, Jessica. “Il tempio di Vesta, digitales forum romanum, http://www.digitales-forum-romanum.de/gebaeude/vestatempel/, (accessibile nel giorno.mese.anno)

Fase 1

  • Tempio di Vesta di epoca monarchica (VI a.C.)
  • Tempio di Vesta di epoca monarchica (VI a.C.)
  • Tempio di Vesta di epoca monarchica (VI a.C.)


Tempio di epoca monarchica

Come le fonti scritte del primo periodo imperiale riferiscono, l’istituzione del culto fu realizzata con Romolo, il mitico fondatore di Roma, o con uno dei re successivi di Roma, originario dell’Etruria, Numa Pompilio. Gli archeologhi fino ad ora non hanno rilevato i resti dell’arcaico edificio di culto, in questo luogo, solo rilevamenti votivi sotto il tempio, indicano l’esistenza di un antico culto. Come si presentava l’antico tempio di Vesta, possiamo saperlo solamente facendo ricorso alle fonti letterarie e facendo riferimento alle attestazioni delle funzioni cultuali. Il poeta augusteo Ovidio ci descrivere che la forma a Tholos del tempio deriva da una semplice capanna di epoca monarchica. Tali monolocali venivano rivestiti con una copertura di paglia rotonda, che era una rapida soluzione romana dell’VIII-VII sec. a.C. archeologicamente attestata. In mezzo a queste capanne vi era sempre un punto per il focolare – il fuoco è stato essenziale per la sopravvivenza della comunità ed è stato alla base del culto rituale; un’apertura nel tetto assicurava la fuoriuscita dei fumi. Considerando la funzione del Tempio di Vesta come luogo protetto per il fuoco sacro è probabile che il primo edificio di culto fu realizzato in forma di tale capanna arcaica. Come più tardi nel VII e VI a.C. le semplici capanne furono sempre più sostituite dalle strutture in pietra, quindi probabilmente, anche la sede per il culto di Vesta fu trasformato in un edificio in pietra. Quanto fu mantenuto dell’aspetto esterno della capanna circolare antica nell’attuale tempio, purtroppo non è verificabile. Va notato che senza dubbio, la forma rotonda del tempio di periodo augustee è un chiaro rimando alle capanne arcaiche, anche se la progettazione dell’edificio e interamente di tradizione greco – ellenistica.

Fase 2

  • Tempio di Vesta di epoca repubblicana (seconda metà del III sec. a.C.)
  • Tempio di Vesta di epoca repubblicana (seconda metà del III sec. a.C.)
  • Tempio di Vesta di epoca repubblicana (seconda metà del III sec. a.C.)


Edificio repubblicano

Anche del periodo repubblicano, risulta difficile ricostruire lefasi di rimodellamento e ricostruzione del tempio, noto con certezza e per il suo aspetto. In questo caso, siamo quasi interamente dipendenti dal settore letterario; per il periodo tardo-repubblicano è anche utile la rappresentazione monetale del tempio con confronti con altri templi circolari contemporanei a Roma.

Sulla base di reperti ceramici del III sec. a.C., ritrovati all’interno del tempio si deve supporre che una ricostruzione del tempio è attestabile in questo periodo. Questa ricostruzione può essere plausibilmente danneggiata dall’incendio del 241 a.C., testimoniato dalle fonti letterarie: in quel periodo il Pontefice Massimo Caelius Metellus salvò il Palladium e gli oggetti sacri durante l’incendio del tempio e in quell’occasione

Quando il Tempio assunse la sua caratteristica forma a Tholos e si allineò con l’allora famosa architettura del tempio greco – ellenistica non è ancora accertabile. Su una moneta dell’anno 57 a.C. è rappresentato il tempio circolare di Vesta: dove si può visualizzare una struttura con capitelli ionici e antefisse serpentiformi sul tetto, che gli dava un aspetto antico. Data l’ampia ellenizzazione dell’architettura del Foro, soprattutto nel II sec. a.C. l’aspetto del Foro cambiò radicalmente, è ipotizzabile che il tempio di Vesta fu costruito in questo periodo in stile greco. La prova di un’adeguata fase ricostruttiva manca nella tradizione letteraria. Tuttavia, parte del nucleo in opus caementicium – dovrebbe essere datato a questo periodo, il quale però è stato modificato da successive misure di sostruzioni.

Fase 3

  • Tempio di Vesta in epoca alto-imperiale (probabilmente dopo il 64 d.C.)
  • Tempio di Vesta in epoca alto-imperiale (probabilmente dopo il 64 d.C.)
  • Tempio di Vesta in epoca alto-imperiale (probabilmente dopo il 64 d.C.)
  • Tempio di Vesta in epoca alto-imperiale, contesto topografico (ca. 96 d.C.)


Edificio di prima epoca imperiale

Nelle opere volute dal principe Augusto si elencano 82 templi, ricostruiti o di nuova costruzione, che egli promosse durante il suo regno. Il Tempio di Vesta era così importante per Roma e aveva un valore ideologico corrispondente, per questo Augusto ricoprì la carica di Pontefice Massimo, egli però non viene nominato nell’opera di restauro. Il tempio di Vesta fu uno dei pochi edifici del Foro “risparmiato” durante la riprogettazione completa del Foro di Augusto. Forse doveva mantenere il suo aspetto antico per questo motivo non fu modernizzato.

Però con certezza, sembra esserci un cambiamento costruttivo sotto Nerone. Questa ristrutturazione fu eseguita dopo il devastante incendio del 64 d.C., in quel periodo il tempio doveva essere nuovamente ricostruito. Rappresentazioni su coni monetali contemporanei così come un rilievo più antico: mostrano il tempio in una forma architettonica precedente alla costruzione severiana, che in molte parti è molto più vicina a quella sulle monete del 57 a.C.

Fase 4

  • Tempio di Vesta in epoca severa (dopo il 191 d.C.)
  • Tempio di Vesta in epoca severa (dopo il 191 d.C.)
  • Tempio di Vesta in epoca severa (dopo il 191 d.C.)


Nuovo edificio di epoca severiana

Quando il tempio di Vesta nel 191 d.C. fu distrutto da un incendio, della ricostruzione del tempio si occupò Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo – un progetto di costruzione che fu celebrata sulle monete di quel momento. I numerosi frammenti architettonici ancora conservati nel tempio risalgono al periodo severiano, è questo il motivo per il quale l’aspetto e le dimensioni del fabbricato sono più tangibili. Nella struttura ci si è orientati ovviamente in gran parte all’architettura dell’edificio precedente, ma si cerca curiosamente di non seguire fedelmente nessuna ricostruzione: ad esempio, l’ordine ionico esistente in precedenza non fu ripreso, ma furono scelte colonne con capitelli corinzi. Fino al IV sec. d.C. il tempio è rimasto in uso continuo; per altre modifiche mancano le informazioni. Nell’anno 394 d.C. il tempio venne definitivamente chiuso sotto l’imperatore Teodosio, iniziando la sua decadenza, fino a quando non fu riscoperto negli scavi del tardo XIX secolo, infine, in parte ricostruito nel 1930.

Fase 5

  • Tempio di Vesta, nell'aspetto odierno
  • Tempio di Vesta, nell'aspetto odierno
  • Tempio di Vesta, nell'aspetto odierno
  • Tempio di Vesta, nell'aspetto odierno
  • Tempio di Vesta, nel contesto dell'attuale scavo archeologico
  • Tempio di Vesta, nel contesto dell'attuale scavo archeologico


Ruine

Per la discussione dettagliata e la ricostruzione scientifica nel Wiki del “digitales forum romanum” (Jessica Bartz, Henriette Engel, Sophie Horacek).

 

 

Bibliografia scelta

N. Arvanitis, Il Santuario di Vesta. La casa delle vestali e il Tempio di Vesta, VIII sec. a.C.- 64 d.C. Rapporto preliminare, Workshop di archeologia classica. Quaderni 3 (Pisa 2010).

F. Caprioli, Vesta aeterna. L’Aedes Vestae e la sua decorazione architettonica, Studia archaeologica 154 (Rom 2007).

J. M. Cody, New Evidence for the Republican Aedes Vestae, American Journal of Archaeology 77, 1973, 43–50.

Digital Roman Forum, Vesta, Aedes, http://dlib.etc.ucla.edu/projects/Forum/reconstructions/VestaAedes_1

G. Fuchs, Architekturdarstellungen auf römischen Münzen der Republik und der frühen Kaiserzeit. Antike Münzen und geschnittene Steine 1 (Berlin 1969).

A. Greifenhagen, Das Vestarelief aus Wilton House. Winckelmannsprogramm der Archäologischen Gesellschaft zu Berlin 121/122 (Berlin 1967).

H. Jordan, Der Tempel der Vesta und das Haus der Vestalinnen (Berlin 1886).

L. Richardson Jr., A New Topographical Dictionary of Ancient Rome (Baltimore 1992).

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B. Steinmann – R. Nawracala – M. Boss, Im Zentrum der Macht. Das Forum Romanum im Modell (Erlangen-Nürnberg 2011) 54-58.