Rostra repubblicani



Übersicht

  • Republikanische Rostra in der Frühen Republik (um 450 v.Chr.), topographischer Überblick
  • Republikanische Rostra in der Mittleren Republik (um 300 v.Chr.), topographischer Überblick
  • Republikanische Rostra in der Mittleren Republik (um 250 v.Chr.), topographischer Überblick
  • Republikanische Rostra in der Späten Republik (um 100 v.Chr.), topographischer Überblick
  • Republikanische Rostra in nachsullanischer Zeit (um 70 v.Chr.), topographischer Überblick
  • Frührepublikanische Rostra (frühes 5. Jh. v.Chr.)
  • Mittelrepublikanische Rostra (338 v.Chr.)
  • Mittelrepublikanische Rostra (3. Jh. v.Chr.)
  • Sullanische Rostra (82-80 v.Chr.)

Edificazione: Inizio del periodo monarchico

Modifiche: molteplici variazioni della zona durante la Repubblica; 44 a.C. ablazione dei Rostra e modifiche funzionali


Gli esordi del Comizio a nord-ovest del Foro, risalgono ai primi giorni della storia romana. Quale luogo del Volcanali, il santuario del dio del fuoco di Vulcano, questa zona è stata resa fin dai primi anni romani un importante centro di culto per lo sviluppo della città. Sotto la sua protezione si riunivano qui, fin dai tempi della monarchia, il consiglio degli anziani (Senato) e dei cittadini (assemblea del popolo) – con l’adeguato posizionamento per i luoghi delle assemblee pubbliche, la Curia per il Senato e il Comizio per le assemblee cittadine. Con il consolidamento della Repubblica romana dei primi del V sec. a.C., il Foro viene modificato in una piazza, per essere adattato alle nuove esigenze del sistema politico. Così anche la Curia e il Comizio sono stati modificati, come centro del processo decisionale politico e di comunicazione pubblica. Il Comizio dominava il lato sud dei Rostra, dove i politici romani e famosi oratori come Cicerone e Cesare tenevano i loro discorsi al popolo. Il lato nord si concludeva con la Curia, che era leggermente ad un livello superiore rispetto al Comizio.

Storia e funzione

La Curia e anche il Comizio sono un caso ideale, per dimostrare chiaramente come la storia costruttiva degli edifici e la storia politica può strettamente interagire. Per lasciar meglio comprendere questo, deve essere mostrato qualche dettaglio della storia di quest’area, prima della recensione sulle singole fasi. (per vedere ogni fase nel dettaglio v.s.).

Monarchia

Per il periodo di reggenza etrusca a Roma (fine del VII sec. a.C. – fine VI sec. a.C.) è accettabile che fosse un luogo ufficiale, dove il re diffondeva informazioni ai cittadini. L’istituzione del Comizio è letteralmente attribuita al terzo re, Tullus Hostilius. Una testimonianza importante per l’utilizzo in epoca monarchica come luogo d’incontro, è un cippo in pietra del VI sec. a.C.: questo è stato rinvenuto nella sua originaria collocazione in un’area del Comizio sul quale è incisa una vecchia legge cultuale. Come menzionato nel testo, il titolo di Re (in latino Rex) e un banditore (lat. Calator), si può supporre che questa legge si riferisca direttamente alle riunioni che hanno avuto luogo qui al Volcanale e ai discorsi del Re svolti a favore dei cittadini.

Repubblica

Con la caduta dell’ultimo Re, a cavallo del VI e V sec. a.C., si stabilì la Repubblica Romana, come nuovo sistema politico. Le istituzioni politiche del Senato e dell’assemblea dei cittadini, quindi, i loro luoghi di ritrovo divennero di conseguenza gli spazi della decisione politica, nello stesso tempo aumentando la loro importanza. Nel caso del Comizio vi è stata una rivalutazione archeologia solamente attraverso la costruzione di un primo sistema a tribuna.

Mentre nella Curia le riunioni politiche si tenevano a porte chiuse e solo ai senatori era permessa la partecipazione, il Comizio era la zona più importante della vita politica pubblica del popolo di Roma. Questo doveva decidere sul complicato compito della procedura di elezione per la nomina dei magistrati. Inoltre, spettava all’assemblea cittadina, attraverso i voti adottare le leggi elettorali. Tali leggi venivano scritte su pannelli speciali e affisse nella zona del Comizio, così da poter essere viste da tutta la cittadinanza.

Nella seconda metà del IV sec. a.C., nel corso di stabilire una nuova aristocrazia, la tribuna è stata infine utilizzata come palcoscenico di rappresentanza politica dei singoli politici e generali. Così per la prima volta il console C. Maenius nel 338 a.C. lasciò i Rostri (lat. rostra), cioè le prue delle navi nemiche catturate alle navi nemiche della flotta della città di Anzio, installate alle Tribune come monumento alla vittoria, da cui in seguito viene dedotto il nome “Rostra”. Il vittorioso generale Maenius fu onorato nuovamente dal Senato con una colonna onoraria nell’area del Comizio (Columna Maenia).

Nel corso dell’ellenizzazione del paesaggio urbano romano nel III e I sec. a.C., si sono verificati nel Foro Romano una serie di modifiche strutturali (v. Tarda Repubblica II). Ai bordi creati nel II secolo a.C., per esempio, si realizzano due grandi edifici a sala multi- funzionale, che più tardi, furono utilizzati per le udienze come tribunali (v. Basilica Sempronia/Iulia e Basilica Fulvia/Paulli) una funzione che originariamente deteneva il Comizio. Anche il Comizio nel III sec. a.C. appare in un aspetto ellenizzato. Sistemi a livelli circolari, come quelli utilizzati in sale greco-ellenistiche utilizzate per le assemblee cittadine, ora introdotte nell’architettura romana, il Comizio stesso ricevette un nuovo rostro ricurvo (come proposto in parte nella ricerca), con una forma arrotondata di nuova concezione e questi effetti si riflettono nei luoghi di raduno per il popolo nelle città coloniali italiane.

Attraverso l’estensione del dominio di Roma e della sua prosperità, la popolazione della città è cresciuta immensamente. Il Comizio, per la sua ristrettezza, sembrava non essere più sufficiente come luogo d’incontro, perciò il popolo si riunì non soltanto nel Comizio, ma anche nell’area libera del Foro. Questo sviluppo ebbe il suo punto più alto a partire dalla metà del II sec. a.C., quando gli oratori dai Rostra, parlavano ai cittadini e si dovevano rivolgere alla zona libera del Foro girandosi verso sud e non più verso nord.

Tuttavia, l’ex luogo d’incontro dei cittadini romani non ha perso il suo carattere rappresentativo: gradualmente furono erette nel settore del Comizio e presso i Rostra altre statue onorifiche, le quali si riferivano a una serie d’importanti eventi storici di Roma, in modo che il Comizio, con il suo rostro, diventa centro della memoria storica e culturale della Repubblica Romana. Data l’importanza della zona del Comizio sono realizzati in quest’area, nel I sec. a.C., interventi ancora più drastici.

Silla

Quando Silla negli anni 82-80 a.C. è stato nominato Dittatore, per ripristinare lo stato romano dopo le turbolenze della guerra civile, egli ampliò il Senato raddoppiando il numero dei membri a 600 senatori, di conseguenza, l’ex Curia Ostilia richiese un ingrandimento. Autori contemporanei riportano che per l’ampliamento della Curia sillana (cd. Curia Cornelia) sono state distrutte parti del Comizio. Questa procedura non deve

essere vista come l’inizio di un distacco dalle assemblee cittadine. Piuttosto, l’area del Comizio non era più cresciuta, visto che la massa cittadina si radunava sul Foro. Già dal II sec. a.C. si iniziò quindi a fare assemblee nella zona Sud della zona libera del Foro – dove poteva essere radunato più pubblico – e non più dai Rostra verso Nord interloquendo dal centro del Comizio. Di conseguenza il Comizio, già da Silla, era diventato un luogo per le riunioni, inutilizzato; per questo risultò più facile la decisione di una modifica costruttiva.

Cesare e Augusto

Anche Cesare come Silla aumentò il numero dei senatori, che questa volta arrivò a 900 membri, rendendo quindi necessario anche un rinnovo della Curia. In questo caso però, Cesare non fa solo ingrandire la Curia, ma la fa anche spostare dalla sede precedente, cioè nell’angolo nord-ovest del Foro. Le motivazioni per la scelta di una nuova sede sono state probabilmente legate al nuovo sistema spaziale, il Forum Iulium che Cesare aveva fatto edificare a nord-ovest del Foro Romano: insieme al quale, la nuova Curia Julia, ora allineata al Forum Iulium, doveva formare un complesso architettonico. Altri parti del Comizio sono state modificate per questo nuovo edificio. Inoltre, Cesare ha abbandonato i vecchi Rostra per consentire lo spostamento della tribuna, sul lato ovest del Foro (Rostra Caesaris).

Tutte queste misure sono state avviate da Cesare, ma a causa del suo assassinio nel 44 a.C. non sono stati completate (solo i nuovi Rostra furono completati prima della sua morte). Augusto come suo successore politico e figlio adottivo ebbe l’intenzione di terminare le costruzioni avviate da Cesare, che nel contempo decise di ampliare. I Rostra sul lato nord con una struttura rettangolare (Rostra Augusti) e l’area del Comizio fu d’ora in poi occupata dai monumenti del passato mitico di Roma.

Qui si trovava anche il Lapis niger, una superficie quadrata pavimentata con lestre di marmo nero, che è stato inserito nella pavimentazione circostante per segnare il punto di un luogo significativo (inoltre un parapetto delimita la zona). Sotto questa pavimentazione si trova l’antico distrutto santuario di Vulcano – e si dice che con ciò, questo contrassegno voglia mettere in evidenza come il luogo sacro ha reagito alla distruzione. Nella ricerca, non è chiaro se la distruzione del santuario e l’installazione del primo impianto con il Lapis niger fu realizzato per conto di Silla o di Cesare. Augusto comunque conferma nuovamente l’impianto, mentre fu rifatta la pavimentazione del Comizio fa risistemare anche il Lapis niger. Sul significato della lastra di pietra circolano molte voci già dall’antichità. Alcuni autori antichi interpretarono il Lapis niger come segno per la tomba sottostante, appartenuta al fondatore della città, Romolo, altri hanno proposto che sia il segno per evidenziare la tomba del Re romano Hostius Hostilius.

Probabilmente nella zona del vecchio Comizio Augusto fece erigere un arco di trionfo per la sua vittoria ad Azio nel 31 a.C. Questo per la ricerca non è ancora stato localizzato con certezza, ma si parla di un certo numero di fattori per l’occupazione di questa zona da un prestigioso monumento di Augusto (v. Arco aziaco). Più tardi viene qui edificato, l’arco di Settimio Severo, che ancora oggi può essere visto, all’angolo nord-ovest del sito di scavo, in rimando alla lunga attività di questo sito.

Periodo tardo-imperiale, Tetrarchia e Tarda Antichità

Nei secoli successivi dell’Impero Romano, il Comizio si trovava all’ombra dell’area libera del Foro, che ormai aveva assunto la funzione di vecchio Comizio come area di raccolta dei cittadini romani. Sappiamo poco sulla sorte della struttura e della funzione del Comizio. Forse è servito come luogo della memoria ed ha continuato a servire soprattutto come luogo della memoria mitica di Augusto. Solamente dopo la riorganizzazione del Foro in epoca Tetrarchica, il Comizio sembra essere stato riscoperto come un importante luogo di rappresentanza dell’imperatore e del prefetto della città (v. epoca Tetrarchica).

Localizzazione & Ricostruzione

Il Comizio era situato nell’angolo nord-ovest del Foro, a sud del Forum Iulium e della Curia Ostilia /Cornelia e poi Curia Julia. La Curia e i Rostra sono stati il più importante complesso architettonico politico della città di Roma. Soprattutto per l’appartenenza al Comizio della Tribuna, la quale durante i secoli a causa della sua funzione subì più volte nuove trasformazioni, direttamente collegate a nuove vicende storiche.

Nonostante il fatto che finora nulla è stato dimostrato archeologicamente per l’elaborazione architettonica del Comizio, il suo aspetto originale è collegato di nuovo nella ricerca con l’Ekklesiastéria greco, la sede dell’assemblea nazionale , mettendola in collegamento con i livelli semicircolari delle strutture teatrali. Presenti soprattutto nelle città greche del sud Italia e della Sicilia, dove i Romani hanno avuto il primo incontro diretto con la pianificazione urbanistica greca, in cui tali impianti circolari sono sopravvissuti. Di conseguenza, è stato suggerito che queste tipologie sono state prese dai Romani come modelli per la riprogettazione del loro Comizio, nel corso della crescente ellenizzazione della Roma repubblicana.
Tuttavia, in questi circolari Ekklesiastéria non è stata rilevata alcuna tribuna rialzata, per la ricerca il modello architettonico che può essere utilizzato per la ricostruzione del Comizio della città di Roma è quello delle città coloniali di Cosa o Paestum. Questo confronto sembra particolarmente plausibile, di come le città coloniali romane abbiano preso come modello architettonico il Comizio e la Curia di Roma. Questa vicinanza si spiega con l’impatto diretto della città di Roma, quale modello architettonico delle città coloniali.

La ricerca di edifici precedenti e architetture simili è molto confusa, l’area del Comizio a Roma è per gran parte non scavata come anche l’area tra l’arco di Settimio Severo e la chiesa dei Santi Luca e Martina (immagini su come si presenta oggi l’area sono presenti in basso). Finora è tangibile solo un segmento dei Rostra. Relativamente alla controversa ricerca è stata effettuata una ricostruzione discussa. La ricostruzione deve quindi dare priorità alla valutazione dei segmenti precedentemente scavati dei Rostra e dei pochi indizi sull’area a nord del Comizio, per poi seguire il confronto con le tangibili colonie italiane e basandosi su una varietà di fonti letterarie.

(JB)

 

Versione stampabile

Citazione da: Bartz, Jessica. “Rostra repubblicani,” digitales forum romanum, http://www.digitales-forum- romanum.de/gebaeude/republikanische-rostra/?lang=it, (accessibile nel giorno.mese.anno)

Fase 1

  • Republikanische Rostra in der Frühen Republik (um 450 v.Chr.), topograph. Überblick
  • Frührepublikanische Rostra (frühes 5. Jh. v.Chr.)
  • Frührepublikanische Rostra (frühes 5. Jh. v.Chr.)


Monarchia

Si può solo speculare circa l’aspetto della fase monarchica dell’area. Tuttavia, le condizioni geologiche permettono l’ipotesi che sul luogo del Comizio si trovava un rilievo naturale che potrebbe essere stato utilizzato per le assemblee. Questo perché l’area del tufo massiccio (cappellaccio) è stata coperta da sedimenti più morbidi che sono stati quindi successivamente rimossi. Questa naturale lingua collinare è stata rimossa in maniera massiccia nel settore del Comizio, dopo di che il Volcanale è stato costruito. A livello archeologico, per questo periodo temporale abbiamo le prime tracce della pavimentazione del santuario e l’iscrizione della famosa pietra.

Fase 2

  • Republikanische Rostra in der Mittleren Republik (um 300 v.Chr.), topograph. Überblick
  • Republikanische Rostra in der Mittleren Republik (um 250 v.Chr.), topograph. Überblick
  • Mittelrepublikanische Rostra (338 v.Chr.)
  • Mittelrepublikanische Rostra (338 v.Chr.)


Repubblica

Un primo aspetto dell’area del Comizio, ha probabilmente preso forma dopo la caduta della monarchia e l’istallazione dell’istituzione del sistema repubblicano, all’inizio del V sec, a.C. Oltre che a luogo delle importanti assemblee cittadine diventò anche il luogo adatto per lo svolgimento delle elezioni. Allora fu creato un primo livello strutturale, che è stato utilizzato come piattaforma per le orazioni, ma originariamente non era di forma ricurva, ma rettilineo e a forma rettangolare. Questo livello strutturale era situato a nord, cioè raggiungibile dal piano di calpestio del Comizio, alla cui facciata, nel 338 a.C. circa, furono applicate le prue di navi (lat. Rostra).

Probabilmente nel III sec. a.C. esso ricevette una modifica che a prima vista poteva sembrare poco appariscente, in particolare la zona delle tribune può essere oggetto di numerose interpretazioni: la piattaforma rettangolare venne modificata in una tribuna ricurva e più alta, con più livelli nella zona nord. I Rostra, nel periodo successivo, furono modificati e leggermente elevati. Questi interventi vari vengono datati in modo diverso nella ricerca. Allo stesso modo, vi sono discussioni controverse, se le modifiche dei Rostra hanno portato ampie modifiche anche nel Comizio, che in tal modo si doveva presentare come un sistema strutturale circolare. Questa situazione di incertezza ha portato ad una innumerevole varietà di tesi e di ricostruzioni dissonanti, basate su una varietà di proprietà comparabili. Finora la tesi più stabile è che il Comizio della città di Roma è analogo alle strutture dei Comizi presenti nelle città coloniali italiane – e queste forme si sono sviluppate, sull’onda dell’ellenizzazione della città di Roma, nel tardo IV-III sec. a.C. attenendosi alle strutture presenti nelle città greche del sud Italia; questo nuovo aspetto del Comizio sarebbe stato poi trasportato da Roma, come idea architettonica nelle città coloniali, in modo da tramandare questo sistema strutturale. Sulla base di più problematiche analizzate di questa sperimentale realizzazione del nostro modello, non sembra convincente, per questo motivo non la accettiamo. Pertanto proponiamo un sistema semplificato del Comizio con il segmento delle tribune a sud leggermente arrotondato e con un naturale aumento dell’area nord di raduno per le assemblee, come in parte viene ricostruito dalla discussione della ricerca.

Fase 3

  • Republikanische Rostra in der Mittleren Republik (um 250 v.Chr.), topograph. Überblick
  • Mittelrepublikanische Rostra (3. Jh. v.Chr.)
  • Mittelrepublikanische Rostra (3. Jh. v.Chr.)


Silla

L’attività costruttiva del Comizio è ben documentata dalla letteratura attraverso il rinnovo della Curia Ostilia (supra). L’aumento della precedente riguarda anche interventi relativi al Comizio. La nuova Curia ebbe modo di aumentare le proprie dimensioni verso il sud, in modo che il Comizio ha potuto ampliare l’assemblea attraverso il trasferimento della stessa nella zona libera del Foro. Il nuovo edificio della Curia si trovò di conseguenza attaccato all’area di sviluppo del Comizio. I Rostra però sono rimasti sul loro sito e sono rimasti probabilmente, a livello strutturale quasi inalterati.

Letteralmente, è da considerare in primo luogo la gestione dei monumenti tramandati nel Comizio, meno contrasti per andare di pari passo con relativi cambiamenti strutturali: per esempio, le vecchie statue di Alcibiade e Pitagora, che si trovavano ai margini del Comizio, furono rimosse.

Probabilmente Silla lascia sulla zona ove si ergeva il santuario distrutto, vicino al podio, un segno con una pavimentazione di lastre nere (la prima Lapis niger). Su questa base vi sono diverse discussioni, sulla seuenza degli strati scavati della pavimentazione, dato che parte di questi vengono attribuiti a Cesare.

Dopo un incendio nell’anno 52 a.C., si dovette ricostruire la cd. Curia Cornelia voluta da Fausto Silla, figlio del dittatore Silla (anche se non è chiaro fino a che punto si sono svolti i lavori di restauro, visto che subito dopo Cesare ha fatto progettare nuovi piani per rimodellare la Curia). L’estensione della zona coperta dal Comizio e dai Rostra che fu colpita da questa catastrofe e le attività costruttive che seguirono sono difficili da indentificare.

Fase 4

  • Republikanische Rostra in nachsullanischer Zeit (um 70 v.Chr.), topograph. Überblick
  • Sullanische Rostra (82-80 v.Chr.)
  • Sullanische Rostra (82-80 v.Chr.)


Cesare e Augusto

Sembra che il Comizio nella seconda metà del I sec. a.C. aveva perso in gran parte la sua funzione. I processi giudiziari sono già stati spostati nella zona libera del Foro svolgendosi verso i nuovi edifici basilicali che delimitavano l’area; le elezioni si sono tenute per qualche tempo nel Campo Marzio e non più nel Comizio. In questo contesto, il posizionamento dei Rostra sul lato ovest dell’area del Foro, da parte di Cesare, appare di conseguenza come punto finale dell’uso del Comizio, come luogo d’incontro. Che quest’area negli anni successivi non venne rioccupata, è altamente improbabile, tanto più con Cesare che con Augusto e i suoi successori in quasi tutte le aree del Foro. Probabilmente l’arco Aziaco è stato costruito qui, al quale successivamente fu sovrapposto l’arco di Settimio Severo.

Fase 5

Periodo Tetrarchico e tardo-antico

Fin dalla sua riorganizzazione sotto Cesare e Augusto, l’area del Comizio rimase praticamente invariata per i secoli successivi l’impero romano. In ombra quale luogo di assemblee significative nell’area libera del Foro, il quale venne visibilmente separato da un tracciato stradale, che non può essere nuova e di centrale significato nella topografia del Foro stesso. Ovviamente la facciata del Foro cambiò nel corso del rifacimento di epoca tetrarchica e tardo antica. Allora l’asse in direzione nord-sud tra la Curia e i Rostra Augusti fu reso più forte rispetto all’orientamento est-ovest della superfice libera del Foro che a lungo aveva dominato (v. epoca Tetrarchica). In quest’occasione l’area del vecchio Comizio venne consolidata quale palco della rappresentazione. Numerose statue votive tetrarchiche e tardo antiche costituirono la nuova attrattività dell’area del Comizio.

Fase 6

  • Republikanische Rostra unter dem kaiserzeitlichen Comitium, heutiges Erscheinungsbild


Rovine

Per un approfondimento e la ricostruzione storica in Wiki “des digitales forum romanum” (Jessica Bartz, Henriette Engel, Sophie Horacek)

 

Bibliografia scelta

A.J. Ammermann, The Comitium in Rome from the beginning, American Journal of Archaeology 100, 1996, 121-136.

P. Carafa, Il comizio di Roma dalle origini all’età di Augusto (Rom 1998).

F. Coarelli, Il comizio dalle origine alla fine della repubblica. Cronologia e topografia, La parola del passato 32, 1977, 166-238.

F. Coarelli, Il Foro Romano I. Periodo Arcaico (Rom 1983) 119-174.

F. Coarelli, Comitium, in: E.M. Steinby (Hrsg.), Lexicon Topographicum Urbis Romae I (Rom 1993) 309-314.

Digital Roman Forum, Niger Lapis, http://dlib.etc.ucla.edu/projects/Forum/reconstructions/NigerLapis_1

K. S. Freyberger, Das Forum Romanum. Spiegel der Stadtgeschichte des antiken Rom (Mainz 2009), 27-30.

E. Gjerstad, Il comizio romano dell’età repubblicana, Skrifter utgivna av Svenska institutet i Rom. Opuscula archaeologica 2, 1941, 97-158.

E. Gjerstad, Early Rome 3. Fortifications, domestic architecture, sanctuaries, stratigraphic excavations (Lund 1960) 217-259.

Cl. Krause, Zur baulichen Gestalt des republikanischen Comitium, Römische Mitteilungen 83, 1976, 31-69.

E.M. Lackner, Republikanische Fora (München 2008) 260-265.

S. Muth, Historische Dimensionen des gebauten Raumes. Das Forum Romanum als Fallbeispiel, in: O. Dally – T. Hölscher – S. Muth, R. Schneider (Hrsg.), Medien der Geschichte – Antikes Griechenland und Rom (Berlin – New York 2014) 285-329 (304-310).

S. Muth – H. Schulze, »Wissensformen des Raums: die schmutzigen Details des Forum Romanum« – Archäologie & Sound Studies im Dialog, in: CZ #55, 10.3.2014, 7-11 (8-10).

E. Petersen, Comitium. Rostra. Grab des Romulus (Rom 1904).

G. Pinza, Il Comizio Romano nella eta’ repubblicana ed i suoi monumenti, Annali della Societt degli ingegneri e degli architetti italiani fasc. 2, 1905, 1-58.

S. B. Platner – Th. Ashby, A Topographical Dictionary of Ancient Rome (London 1929) 134-137.

M. Sehlmeyer, Stadtrömische Ehrenstatuen der republikanischen Zeit (Stuttgart 1999) passim.

B. Steinmann – R. Nawracala – M. Boss, Im Zentrum der Macht. Das Forum Romanum im Modell (Erlangen-Nürnberg 2011).

E.B. van Deman, The Sullan Forum, The Journal of Roman Studies 12, 1922, 1-31.