Arco Partico



Übersicht

  • Arco Partico nel periodo augusteo (intorno al 14 d.C.), contesto topografico
  • Arco Partico (19-17 a.C.)
  • Arco Partico (19-17 a.C.)
  • Arco Partico, aspetto attuale
  • Arco Partico, aspetto attuale
  • Arco Partico, aspetto attuale
  • Arco Partico, aspetto attuale
  • Arco Partico, aspetto attuale

Edificazione: 19-17 a.C.

Modifiche: non ci è pervenuta nessuna fase di ripristino o ricostruzione

Funzione: arco onorario, monumento di rappresentanza

Contesto storico: Augustea II Flavia Severa Antonina Tetrarchica


Se oggi diamo uno sguardo al Foro, si percepisce appena la struttura dell’arco Partico di Augusto, tra il tempio di Cesare e il tempio dei Dioscuri. Tuttavia, sappiamo relativamente abbastanza su questo importante monumento per la rappresentanza politica di Augusto, attraversato dagli antichi visitatori che entravano dalla parte sud-orientale del Foro. Posizione, aspetto e messaggio, ci sono noti in larga misura. Tuttavia, in precedenti discussioni di ricerca ci sono state molte proposte controverse per individuare i resti dell’arco. Nel frattempo, però, le indagini archeologiche hanno dato un’identificazione plausibile per l’aspetto dell’arco Partico augusteo, con tre fornici.

Archi trionfali di Augusto 

Sulla base delle fonti scritte, apprendiamo che Augusto, accanto ad altri monumenti onorari e rappresentativi (v. Columnae rostratae di Augusto), è stato onorato per le sue varie vittorie, nel Foro Romano, con un massimo di tre archi trionfali. I quali riguardano: la sua vittoria navale di Naulochos 36 a.C., quella di Azio 31 a.C. e anche la sua ideologia venduta come una vittoria di successo diplomatico per il recupero delle insegne romane dai Parti, nel 20 a.C.

Dunque a livello archeologico è evidente che di questi tre archi onorari, rimane relativamente poco: solo la posizione dell’arco Partico è stata indentificata a sud del tempio di Cesare, l’esistenza dell’arco per Naulochos è controversa, la localizzazione dell’arco Aziaco (v. arco Aziaco) è ancora sconosciuta.

Contesto storico

La riconquista delle insegne romane perdute, durante il conflitto con i Parti (lat. signa) nell’anno 20 a.C., è stato il più importante successo di politica estera di Augusto, dopo la vittoria ad Azio su Antonio e Cleopatra. Le insegne di diverse legioni romane sono finite nelle mani dei Parti durante le operazioni militari senza successo del generale Crasso, nel 53 a.C. Giulio Cesare si era dunque preso l’impegno di riconquistare queste insegne. Ciò gli fu impedito a causa del suo assassinio nel 44 a.C., poco prima della sua partenza per la campagna contro i Parti, in tal modo Marco Antonio perse questo incarico. Ma anche Antonio, come Crasso prima di lui, fallì e perse, per grande sventura, le aquile dei legionari romani. Questa situazione portò i senatori e il popolo romano alla rivolta – una situazione che convenne molto ad Augusto: egli riconobbe nel problema un potenziale politico, che poté utilizzare per se stesso. Ha fatto tutto quello che poteva per riprendere le insegne, senza esporsi al rischio di un’ulteriore sconfitta militare. Con l’aiuto del suo figliastro Tiberio, mise sotto pressione il re dei Parti Phraates IV e non si rese necessario un diretto intervento militare (23-20 a.C.). Così Augusto, torna a Roma, senza un diretto conflitto armato, assaporando il suo successo diplomatico come parte della sua politica di pace, che a sua volta è stata la condizione per l’inizio del saeculum aureum, ideologicamente l’età dell’oro.
Le insegne recuperate sono state esposte più tardi nel tempio di Marte Ultore, il tempio di Marte vendicatore, sul Foro di Augusto.

Storia e funzione del monumento

Per questo successo Augusto fu onorato dal Senato con un piccolo trionfo (lat. ovatio) e
un trofeo decorato ad arco onorario che egli tuttavia, nel 20 a.C., inizialmente rifiutò,
come pure altri riconoscimenti, per dare l’impressione di presunta modestia. Però, nel momento in cui, secondo le profezie dei libri sibillini, la sconfitta dei Parti era la condizione per l’inizio del periodo d’oro (lat. Aureum saeculum), Augusto, nell’anno 17 a.C., lascia celebrare in modo impressionante, la sua “vittoria sui Parti”. Si può presumere che Augusto già poco dopo il 20 a.C., era interessato a corrispondenti produzioni architettoniche tematiche in città, come, per esempio, l’onore conferitogli con l’arco onorario presso il Foro Romano. Un arco monumentale offerto per la rappresentazione di successi militari, aveva una forte tradizione a Roma. Molte opzioni per rilievi, per le iscrizioni e statue, una vasta gamma di messaggi complessi da lasciar trasmettere. Era anche un modo per mettere in evidenza la sua impressionante generosità attraverso una speciale forma architettonica.

L’esistenza dell’arco Partico è attestata con sicurezza a sud del tempio di Cesare (le fondazioni sono associate alle rappresentazioni presenti sulle monete le quali sono in armonia con i frammenti architettonici) tramite la trasmissione delle fonti scritte e le raffigurazioni su coni monetali, non che con i concreti ritrovamenti nel Foro. Date le circostanze storiche (supra), la sua origine si data prima delle celebrazioni dei Giochi Secolari (lat. Ludi saeculares) nell’anno 17 a.C. Questo indizio si evince da una finestra temporale, nella quale si può inquadrare la datazione, tra il 19 e il 17 a.C.

Localizzazione

Le fonti scritte riferiscono che l’arco Partico di Augusto fu collocato in una zona adiacente il tempio di Cesare sul Foro. Di conseguenza sono stati messi in questione due siti: l’area tra la Basilica Paulli e il tempio di Cesare, o la zona tra Cesare e il tempio dei Dioscuri. Sulla base dei reperti archeologici la seconda ipotesi è chiaramente preferibile, poiché in questo punto, nel XIX secolo furono scoperte tre fondamenta, dunque la base per l’edificazione per un arco a tre fornici, così come le riproduzioni monetali ci presentano l’aspetto dell’arco Partico (invece le fonti scritte che attestano l’arco Aziaco, permettono di ricostruirlo come un arco ad un fornice; posizionato sul lato della Basilica Paulli e il tempio di Cesare, visto che i ritrovamenti non consentono la localizzazione di un arco onorario a tre fornici).

Ricostruzione

L’aspetto dell’arco è intuibile sulle rappresentazioni monetali e su alcuni frammenti di ornamenti architettonici. È considerata particolarmente significativa una moneta contemporanea all’anno 17/16 a.C., in riferimento all’arco onorario, come nuova costruzione sul Foro, con tre fornici e la statua del trionfatore su quadriga sul parapetto e sui lati, sopra i fornici laterali, due statue che innalzano verso il centro i signa partici. Con l’aiuto delle fondamenta e i frammentari ornamenti architettonici si possono determinare le dimensioni approssimative dell’architettura dell’arco Partico.

Si discute se i due elenchi ufficiali superstiti dei trionfatori e per i consoli di Roma (c.d. fasti Capitolini), che sono stati scolpiti sui blocchi di marmo per decorare pareti in muratura e i frammenti che sono sopravvissuti (sono state ritrovate anche alcune parti di arco nel Foro) siano stati utilizzati per l’arco Partico; una risposta a questa domanda, basata sulle attuali informazioni, è per il momento difficile.

(SH)

 

Versione stampabile

Citazione da: Horacek , Sophie . “Arco Partico,” digitales forum romanum, http://www.digitales-forum-romanum.de/gebaeude/partherbogen/?lang=it (accessibile nel giorno.mese.anno)

Per la discussione dettagliata e la ricostruzione scientifica nel wiki del “digitales forum romanum” (Sophie Horacek)

 

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