• Curia Ostilia all´inizio della tarda Repubblica (intorno al 200 a.C.), contesto topografico
  • Curia Ostilia nella tarda Repubblica (intorno al 100 a.C.), contesto topografico
  • Curia Iulia in periodo augusteo (intorno al 14 d.C.), contesto topografico
  • Curia nel periodo dioclezianeo (intorno al 310 d.C.), contesto topografico
  • Curia Ostilia all´inizio della tarda Repubblica (intorno al 200 a.C.), contesto topografico
  • Curia Ostilia nella tarda Repubblica (intorno al 100 a.C.) contesto topografico
  • Curia Cornelia in risp. dopo il periodo sillano (intorno al 70 a.C.), contesto topografico
  • Curia Iulia nel periodo augusteo (intorno al 14 d.C.), contesto topografico
  • Curia Diocletiani in periodo tetrarchico (intorno al 310 d.C.), contesto topografico
  • Curia Hostilia (VI a.C.)
  • Ampliamento sillano della Curia Ostilia /c.d. Curia Cornelia (82-80 a.C.)
  • Curia Iulia cesarea-augustea (44-29 a.C.)
  • Nuovo edificio diocleziano della Curia Iulia / c.d. Curia Diocletiani (dal 283 d.C.)
  • Curia Ostilia all´inizio della tarda Repubblica (intorno al 200 a.C), contesto topografico
  • Curia Ostilia nella tarda Repubblica (intorno al 100 a.C.), contesto topografico
  • Curia Cornelia in risp. dal periodo sillano (intorno al 70 a.C.), panoramica topografica
  • Curia Iulia (solamente progettata) nel periodo cesariano (44 a.C.), panoramica topografica
  • Curia Iulia in periodo augusteo (intorno al 14 d.C.), panoramica topografica
  • Curia Diocletiani nel periodo tetrarchico (intorno al 310 d.C.), panoramica topografica

Edificazione: primo edificio (Curia Ostilia) nel VII sec. a.C.

Modifiche: estensioni, nuova costruzione risp. Restauro sotto Silla (c.d. Curia Cornelia), Cesare & Augusto (Curia Iulia) nonché Diocleziano (c.d. Curia Diocletiani).

Funzione: edificio di rappresentanza, luogo per le scelte politiche, sede del Senato

Contesto storico: Severa Tarda Repubblica I Tarda Repubblica II Tetrarchica Flavia Augustea II Antonina


In relazione a tutti gli altri edifici del Foro, la Curia mostra nel sito archeologico odierno la quasi completa conservazione dell’antica struttura – e quindi dà la migliore impressione delle dimensioni e l’architettura monumentale del Foro Imperiale. L’edificio che vediamo oggi si basa sulla costruzione di periodo tetrarchico, alla fine del III sec. d.C. Le origini della Curia, risalgono al primo periodo del Foro. Nel periodo monarchico il Foro si sviluppava nell’angolo nord-ovest con i palazzi per il consiglio degli anziani e del Senato. Questa Curia era una costruzione formata insieme al Comizio, quale sede per le assemblee cittadine, da tempo immemorabile era il centro della decisione politica e della comunicazione di Roma. La lunga storia della Curia dall’epoca monarchica fino alla tarda antichità è caratterizzata da ripetute conversioni, estensioni e spostamenti. Diversamente dalla maggior parte degli altri edifici del Foro, la sua storia non termina nell’antichità: nel VII sec. d.C., l’edificio fu trasformato in una chiesa e quindi fu salvata dalle distruzioni che seguirono. Le strutture medioevali e barocche che l’avevano tramutata in chiesa furono rimossi negli anni ’30 del XX secolo, restaurata così nel suo aspetto tetrarchico- tardo antico. (sulle immagini delle attuali Rovine, v.s.)

Storia e funzione

La Curia è un ottimo esempio di quanto sia, in alcuni casi, molto diversificata la tessitura di interazione tra la storia dell’architettura e la storia politica. Per dimostrare questo rapporto in modo migliore, è necessaria prima una storia più dettagliata della costruzione delle singole fasi. (per ogni fase nel dettaglio v.s.)

Periodo monarchico

Gli autori romani del I sec. a.C. fanno risalire l’istituzione della Curia al leggendario terzo re di Roma, Tullo Ostilio, – come ha fatto notare l’antico collegamento con l’edificio della Curia come “Curia Ostilia” (Curia di Ostilio). Scoperte archeologiche a nord-ovest del Foro, nella zona del Comizio, confermano l’esistenza di un edificio rappresentativo dal VI sec. a.C. e quindi rendere plausibile l’ipotesi che qui, già ai tempi della Monarchia, esisteva una prima Curia, quale sede del Senato.

Repubblica

Il Senato è stato designato quale consiglio degli anziani, era un organo puramente consultivo, quindi il suo significato politico è cambiato significativamente dopo la caduta dell’ultimo Re e la nascita della Repubblica alla fine del VI – V sec. a.C. Da allora, è stato soprattutto il Senato, in cui tutti i magistrati superiori di Roma sedevano alla scadenza del loro mandato, e quindi i politici importanti, la più importante istituzione politica che ha guidato le sorti della Roma repubblicana. Nella Curia si riunivano i 300 senatori regolarmente (anche se particolari riunioni del Senato potevano avvenire nei templi come il tempio della Concordia o il tempio dei Dioscuri). La costruzione della Curia ha sottolineato questa straordinaria importanza del Senato: edificato su una lieve elevazione del terreno, da cui poteva dominare il Comizio; dal suo ingresso i senatori potevano parlare al popolo in attesa nel Comizio e della verifica degli atti all’interno (discorsi, leggi, elezioni, ecc.).

Silla

Quando Silla, negli anni 82-80 a.C., è stato nominato Dittatore per il ripristino dello stato, ha anche ampliato il Senato e raddoppiato il numero dei membri da 300 a 600 . La vecchia Curia Ostilia non poteva più contenerli, perciò l’edificio fu ampliato – autori contemporanei riferiscono che parti del Comizio furono distrutti dal prolungamento della nuova Curia. Questa dopo essere stata denominata con il nome gentilizio di Silla, “Curia Cornelia”, riferendosi così al fondatore della nuova costruzione (come era consueto nella pratica di politica costruttiva romana) non è sopravvissuta; per distinzione dal vecchio edificio della Curia Ostilia questo termine è ancora usato indipendentemente dalla antica storicità del nome nella ricerca. La nuova Curia di Silla non ha avuto un’esistenza relativamente lunga come la precedente Curia Ostilia: nel 52 a.C., la presentazione della salma, nel Foro, dei Populares nemico del Senato Clodio, porta agitazioni così che la Curia viene bruciata insieme al palazzo del Senato. La ricostruzione della Curia distrutta, è stata commissionata dal figlio di Silla. Ma il suo sviluppo non ha avuto molto successo: più tardi, nell’anno 44 a.C. sull’area in cui si trovava la Curia di Silla viene costruito un nuovo tempio, per Felicitas (Caesaris), mentre Cesare fece costruire una nuova costruzione della Curia, leggermente sfalzata dalla vecchia posizione.

Cesare

la sua costruzione di un nuovo Forum Iulium, che Cesare fece edificare nel lato nord-ovest del vecchio Foro Romano e quindi direttamente a contatto con il Comizio e la vecchia Curia, egli riuscì ad inserire nella politica costruttiva da lui perseguita, anche il palazzo del Senato. Esattamente nel periodo di costruzione del Foro di Cesare (54-46 a.C.), egli decise di ricostruire anche la Curia, non è noto quando, ma non oltre il 45/44 a.C. la nuova costruzione deve essere stata completata (a quel tempo, sono stati demoliti anche i vecchi Rostri, presso il Comizio e vennero edificati i nuovi Rostra Caesaris sul lato ovest del Foro). La necessità di un nuovo edificio per la Curia ha anche rivelato che Cesare, in qualità di dittatore, per il ripristino dello stato, fece aumentare ancora il numero dei senatori dello stato, da 300 a un totale di 900 : il loro collocamento richiedeva, a sua volta, un edificio del Senato più grande. La Curia cesarea dovette prendere il nome gentilizio dell’attuale fondatore così che fu chiamata Curia Julia. A contrassegnare la costruzione della Curia Julia è stato non solo il fatto che fosse più grande rispetto agli edifici precedenti, ma soprattutto perché venne costruita in una posizione leggermente diversa, orientata direttamente vicino al nuovo Foro di Cesare. Nessun altro edificio più di questa costruzione può incarnare la tradizione repubblicana, viene percepito anche come edificio annesso al Foro del dittatore a vita (dictator perpetuus). Allo stesso tempo, la Curia ha ricevuto, per la prima volta, un diverso orientamento sul Foro: che non dominava più con la sua facciata verso sud-est l’orientamento del Foro stesso, bensì solo direttamente a sud dei nuovi Rostra Caesaris e sul tempio di Saturno.

Augusto

Dopo l’assassinio di Cesare nel 44 a.C. i lavori di costruzione della nuova Curia non erano ancora progrediti, quindi il suo completamento spettò ai suoi successori. Fu Augusto che, come altrove, completò l’ambizioso progetto di costruzione del suo padre adottivo e la Curia Julia che fu inaugurata nell’anno 29 a.C., insieme con il tempio di Cesare sul lato est del Foro. E proprio come il tempio di Cesare Augusto anche la Curia fu allo stesso tempo strumentalizzata come edificio rappresentativo, per indicare il suo potere e le sue vittorie: una statua della Vittoria fu eretta all’interno della stessa con parte del bottino proveniente dalla sua vittoria sull’Egitto, inoltre è stato costruito anche un altare per la Victoria e, infine per il Senato e per il popolo romano fu esposto un famoso scudo onorario che esaltava le virtù del nuovo sovrano: dopo Cesare la Curia fu accostata al suo Foro a cui aveva imposto il nome dei Giulii, Augusto aumenta l’importanza della Curia ancora di più e fa del palazzo senatoriale il palco per la sua stilizzazione come sovrano assoluto. L’aumento di Cesare a 900 membri del Senato furono ridotti sotto Augusto, di nuovo a 600 senatori.

Diocleziano

Nell’anno 283 d.C. un devastante incendio distrusse le parti principali nella sezione nord- occidentale del Foro, tra cui la Curia. La sua ricostruzione è stata effettuata da Diocleziano, questa ricostruzione seguì in gran parte l’aspetto del precedente edificio cesareo – augusteo. A questa nuova costruzione tetrarchica risalgono le rovine della Curia, che ancora oggi sono visibili nel Foro.

Ubicazione & Ricostruzione

La complessa storia della Curia richiede una corrispettiva complessa ricostruzione dell’edificio, nelle sue diverse fasi. La costruzione tetrarchica della Curia, ancora oggi visibile è in condizioni relativamente ideali per una buona e sicura ricostruzione. Alla cesarea-augustea, Curia Iulia, appartengono tuttavia solamente i muri di fondazione ad est e a nord, che solo in parte consentono una ricostruzione dell’architettura; utile qui è la rappresentazione della Curia in una moneta contemporanea.

Molto più problematica è la ricostruzione della Curia Ostilia e la sua estensione in periodo sillano: la zona in cui si trovava, cioè sotto l’attuale chiesa dei Santi Luca e Martina, fino ad ora non è ancora stata scavata. Con una corrispettiva mancanza di ogni informazione circa l’esatta posizione del piano di calpestio e della risp. architettura in alzato. La posizione della relativa Curia come anche il suo aspetto approssimativo può essere quindi ricostruita solo da una combinazione d’informazioni in testi antichi. È importante avere in mente la costruzione dell’intera area e di come poteva essere ricostruita nelle sue proporzioni topografiche con l’adiacente Basilica Porcia così come ugualmente anche buona parte del Comizio che non è stato scavato. Inoltre, verso la nascente architettura della Curia Ostilia possono essere fatte solo vaghe dichiarazioni. Solo attraverso il confronto con altri edifici di Curie repubblicane, delle colonie romane in Italia è possibile orientarsi, come anche le informazioni sulle proporzioni dell’architettura romana delle costruzioni per la Curia nel lavoro teorico di Vitruvio.

(SM)

Versione stampabile

Citazione da: Muth, Susanne. “Curia”, digitales forum romanum, http://www.digitales- forum-romanum.de/gebaeude/curia/?lang=it (accessibile nel giorno.mese.anno)

Fase 1

  • Curia Ostilia, contesto topografico all´inizio della tarda Repubbica (intorno al 200 a.C.)
  • Curia Ostilia, contesto topografico all´inizio della tarda Repubbica (intorno al 200 a.C.)
  • Curia Ostilia, contesto topografico nella Tarda Repubblica (intorno al 100 a.C.)
  • Curia Ostilia (VI sec. a.C.)
  • Curia Ostilia (VI sec. a.C.)
  • Curia Ostilia (VI sec. a.C.)
  • Curia Ostilia, sguardo topografico all´inizio della tarda Repubblica (intorno al 200 a.C.)
  • Curia Ostilia, panoramica topografica nella tarda Repubblica (intorno al 100 a.C.)


Curia Ostilia

L’edificio della Curia si affaccia direttamente a sud, con vista sui Rostra repubblicani e il santuario ivi situato, la posizione della Curia Ostilia è fissata a nord dei Rostra. Tra loro e la Curia, vi era il luogo delle assemblee del Comizio. Fino a che punto la Curia e i Rostri erano tra loro distanti e risp. in quale area non scavata si può localizzare esattamente la Curia Ostilia è fino ad ora determinabile solo in modo approssimativo: le strutture murarie a nord del tardo Foro di Cesare, che sono collocabili sul luogo ove era la vecchia Curia e poi il tempio di Felicitas, può essere considerata come l’area possibile, per supporre l’esistenza della strada del Clivo Argentario ; Catone donò nel 192 a.C. la Basilica Porcia che potrebbe essere stata qui costruita (questa Basilica non può essere così lontana, ma nemmeno così distante dalla Curia); in sostanza, la posizione della vecchia Curia Ostilia deve essere ricostruita in modo che nel corso del suo ampliamento sotto Silla, che consisteva principalmente nel suo allargamento a sud all’interno del Comizio. Tenendo conto di tutti questi fattori, il risultato è una portata relativamente stretta e quindi più precisa per la localizzazione degli edifici perduti.

Ulteriori prove per la ricostruzione della Curia Ostilia indicano il numero di 300 senatori che doveva trovare spazio all’interno della Curia, molto probabilmente già nella collocazione, come poi è stato trasmesso nella Curia Julia: in due fronti con file di sedili sfalsati sui lati longitudinali. Ciò si traduce in una superficie di circa 22 x 14 m. Per la ricostruzione dell’architettura si può avere un aspetto semplificato della successiva Curia Julia basata su una scala ridotta – con un’altezza presunta di circa 15 m: questa supposizione deve naturalmente rimanere ipotetica. In considerazione di richieste pratiche per la costruzione e tenendo conto dell’ipotesi, con la quale si può avere un concetto per le costruzioni successive del disegno tradizionale dell’edificio, almeno nelle sue forme di base, come la ricostruzione, che tuttavia, sembra plausibile.

In che misura la Curia Ostilia nel periodo dal VI al I sec. a.C. è stata ricostruita o nuovamente edificata, non è noto nelle fonti letterarie; dato che nel lungo periodo della sua esistenza e le molteplici distruzioni dovute a incendi nel Foro sembrano siano avvenuti interventi ma alcuni sono solo probabili. Ultimo ma non meno importante dato sono i resti del tetto in terracotta con decorazione a rilievo, di periodo arcaico, rinvenuti durante gli scavi del Comizio e assegnati alla costruzione della Curia di periodo monarchico, che stanno ad indicare una prima distruzione dell’edificio e quindi una consecutiva restaurazione.

Fase 2

  • Curia Cornelia, contesto topograficoto dopo il periodo sillano (intorno al 70 a.C.)
  • Ampliamento sillano della Curia Ostilia / cd. Curia Cornelia (82-80 a.C.)
  • Ampliamento sillano della Curia Ostilia / c.d. Curia Cornelia (82-80 a.C.)
  • Ampliamento sillano della Curia Ostilia / c.d. Curia Cornelia (82-80 a.C.)
  • Curia Cornelia, panoramica topografica risp.dal periodo sillano (intorno al 70 a.C.)


Sull’estensione (c.d. Curia Cornelia)

Autori antichi segnalano che con l’ampliamento della Curia da parte di Silla, le altre cose presenti sulla superficie del Comizio, come le Statue del Comizio che erano collocate ai bordi (“ali”), dovevano essere rimosse. La nostra ricostruzione è l’espansione proporzionale dell’edificio della Curia in base alla superficie, in grado di soddisfare l’inclusione di un numero doppio di senatori; prima di tutto, un ampliamento a sud e a est si presume (perché la parte ovest Basilica Porcia è rimasta): il nostro modello ha quindi una misura di circa 27 x 18 m. Per nascente architettura, la ricostruzione di quella della Curia Ostilia è ispirata ad un aumento proporzionale. Anche questa ricostruzione rimane ipotetica, naturalmente, dal momento che si basa solo sulla ricostruzione già ipotetica della vecchia Curia Ostilia.

Fase 3

  • Curia Iulia, contesto topografico nel periodo augusteo (intorno al 14 d.C.)
  • Curia Iulia, contesto topografico nel periodo augusteo (intorno al 14 d.C.)
  • Curia Iulia (44-29 a.C.)
  • Curia Iulia (44-29 a.C.)
  • Curia Iulia (44-29 a.C.)
  • Curia Iulia, panoramica topografica in periodo cesariano (44 a.C.; solo progettata)
  • Curia Iulia, contesto topografico nel periodo augusteo (intorno al 14 d.C.)


Ricostruzione della Curia Iulia cesarea - augustea

Grazie al cambiamento della sua posizione iniziata da Cesare e completata da Augusto, la Curia Iulia, nell’area scavata del Foro è più tangibile. Le strutture murarie della nuova Curia tetrarchica poggiano su i muri di fondazione della Curia cesarea – augustea, in modo che la sua pianta sia confermata nelle dimensioni di circa 28 x 23 m. Nel complesso, la Curia Iulia ha una costruzione quasi quadrata, che non ha ancora recuperi sui lati, nonché rinforzi delle pareti, le proiezioni agli angoli saranno poi mostrate nella costruzione tetrarchica (probabilmente per stabilizzare le imponenti strutture murarie). Di conseguenza, la stessa altezza di circa 30 m è ipotizzata per la costruzione, come viene assicurato per gli edifici successivi.

La nascente architettura è ricostruita parimenti a quella di costruzione tetrarchica, tenendo conto di una rappresentazione probabilmente della Curia Iulia in una moneta augustea del periodo 29-28 a.C. ove la stessa si presenta come imponente edificio con tetto a due spioventi, in una posizione centrale il portale e nella metà superiore della facciata si aprono tre finestre – come è mostrato anche dalla costruzione tetrarchica. Poco chiara è la posizione delle colonne, che appaiono sul conio, nella parte inferiore della Curia: questa rappresentazione è parzialmente ripresa nella ricostruzione comune della Curia Iulia, non vi sono prove nella ricostruzione tetrarchica che in questa epoca vi fossero tali colonne (e data la stretta appartenenza dell’edificio della Curia restaurato al precedente augusteo, è plausibile pensare che queste fossero presenti sul lato sud dell’edificio della Curia augustea). In alternativa, si è discusso su come può essere identificato il colonnato del portico raffigurato adiacente a nord del Foro Cesare. Ci si pone la domanda, se l’ ingresso principale della Curia Iulia, che è ben rappresentato sulle monete non è da ricercare piuttosto sul lato nord invece che sul lato sud. Il raduno del Senato sarebbe allora concentrato non più principalmente sul vecchio Foro della Repubblica Romana, ma sulla nuova costruzione del Foro dell’imperatore perpetuo Cesare.

Fase 4

  • C.d. Curia Diocletiani, contesto topografico in periodo tetrarchico (intorno al 310 d.C.)
  • C.d. Curia Diocletiani, contesto topografico in periodo tetrarchico (intorno al 310 d.C.)
  • Nuovo edificio dioclezianeo della Curia Iulia/ c.d. Curia Diocletiani (dal 283 d.C.)
  • Nuovo edificio dioclezianeo della Curia Iulia/ c.d. Curia Diocletiani (dal 283 d.C.)
  • Nuovo edificio dioclezianeo della Curia Iulia/ c.d. Curia Diocletiani (dal 283 d.C.)


Restauro tetrarchico (c.d. Curia Diocletiani)

La ricostruzione tetrarchica della Curia Iulia sembra aver seguito l’edificio augusteo distrutto dall’incendio in molte parti. Solamente i rinforzi di protezione agli angoli e lo spostamento delle pareti longitudinali sembrano spingere leggermente verso l’interno, per stabilizzare l’edificio, che deriva dalla costruzione augustea, Ia sua pianta ha dimensioni di circa 28 x 25 m e un’altezza di circa 30 m.

La Curia tetrarchica mostra aperture dei portali a sud e sul lato nord: un portale sul lato sud e due sul lato nord. Ormai chiaramente focalizzata sulla progettazione a sud, che sembra, rispondere alla crescente importanza del Comizio a quel tempo, appreso nel corso di riprogettazione tetrarchica del Foro, ricostruito dopo molti secoli , con la sua distruzione nel I sec. a.C. la sua importanza passa in secondo piano nella produzione rappresentativa del Foro.

Fase 5

  • Curia Diocletiani nell´attuale contesto del sito archeologico
  • Curia Diocletiani nell´attuale contesto del sito archeologico
  • Curia Diocletiani, aspetto attuale
  • Curia Diocletiani, aspetto attuale
  • Curia Diocletiani, aspetto attuale


Rovine

Per una discussione dettagliata e la ricostruzione scientifica nel wiki del digitales forum romanum (Erika Holter, Maria Kames)

 

Bibliografia scelta

C. M. Amici, Lo scavo didattico della zona retrostante la Curia (foro di Cesare). Campagne di Scavo 1961-1970 (Rom 2007).

A. Bartoli, Curia senatus. Lo scavo e il restauro (Rom 1963).

F.A. Bauer, Stadt, Platz und Denkmal in der Spätantike (Mainz 1996) 7-11.

F.A. Bauer, Stadt ohne Kaiser. Rom im Zeitalter der Dyarchie und Tetrarchie (285-306 n.Chr.). in: T. Fuhrer (Hrsg.), Rom und Mailand in der Spätantike (Berlin 2012) 12-18.

F. Coarelli, Il Foro Romano I. Periodo arcaico (Rom 1983) 133-134, 149-160.

F. Coarelli, Il Foro Romano II. Periodo repubblicano e augusteo (Rom 1985) 135, 236-237.

F. Coarelli, Curia Hostilia, in: E.M. Steinby (Hrsg.), Lexicon Topographicum Urbis Romae I (Rom 1993) 331-332.

Digital Roman Forum, Curia Iulia, http://dlib.etc.ucla.edu/projects/Forum/reconstructions/CuriaIulia_1

G. Fatucci, La Curia Iulia. Una proposta di ricostruzione, Workshop di Archeologia Classica 6, 2009, 113–121.

H. Knell, Bauprogramme römischer Kaiser (Mainz 2004) 38-41.

C. Morselli – E. Tortorici – C. Alvaro, Curia, Forum Iulium, Forum Transitorium, Lavori e studi di archeologia (Rom 1989).

B. Steinmann – R. Nawracala – M. Boss, Im Zentrum der Macht. Das Forum Romanum im Modell (Erlangen-Nürnberg 2011) 124-127.

L.R. Taylor – R. T. Scott, Seating space in the Roman Senate and the Senatores Pedarii, Transactions of the American Philological Association 100, 1969, 529-582.

E. Tortorici, Curia Iulia, in: E.M. Steinby (Hrsg.), Lexicon Topographicum Urbis Romae I (Rom 1993) 332-334.

R.B. Ulrich, Julius Caesar and the Creation of the Forum Iulium, American Journal of Archaeology 97, 1993, 49-80.

P. Zanker, Forum Romanum. Die Neugestaltung durch Augustus (Tübingen 1972) 8-11.

P. Zanker, Augustus und die Macht der Bilder (München 1987) 80-88, 97-101.