Cloaca maxima



Übersicht

  • Cloaca maxima dall´inizio alla fine della Repubblica (intorno al 200 a.C.), panoramica sulla zona del Foro
  • Cloaca maxima dall´inizio alla fine della Repubblica (intorno al 200 a.C.), panoramica sulla zona del Foro
  • Cloaca maxima dall´inizio alla fine della Repubblica (intorno al 200 a.C.), panoramica sulla zona del Foro
  • Cloaca maxima (VI sec. - inizio II sec. a.C.)

Edificazione: Costruzione del canale nel VI sec. a.C.

Modifiche: copertura avvenuta agli inizi del II sec. a.C., in seguito, altri lavori di stabilizzazione e parziale deviazione

Funzione: canale per l’acqua di scarico

Contesto storico: Tarda Repubblica I


Anche se il sito di scavo della Cloaca maxima rimane praticamente invisibile per gli attuali visitatori: senza di lei, il Foro non sarebbe mai diventato lo spazio pubblico centrale di Roma, per il quale è attualmente conosciuto. Con l’aiuto di questo canale di drenaggio, fu sanata la zona più bassa del Foro, che è stata più volte inondata dal Tevere, asciutta e spianata guadagnò così l’uso continuo e l’urbanizzazione come terreno edificabile. La Cloaca maxima venne creata sotto gli ultimi re di Roma nel VI a.C., separava in direzione nord-sud l’area del Foro, inizialmente era un canale a cielo aperto. Probabilmente, all’inizio del II sec. a.C. il canale è stato dotato di una copertura e scomparve alla vista della piazza, continuando a garantire la sicurezza del Foro come canale sotterraneo.

Storia e funzione

Durante il primo periodo dell’insediamento romano la regione del Foro è stata più volte esposta a inondazioni che hanno portato il fiume Tevere a sviluppare piccoli corsi d’acqua che scendevano lungo le alture delle colline del Quirinale, Viminale e dell’Esquilino e dalla collina del Palatino nel Foro, per poi correre a sud del Foro e terminare nel Tevere. Tracce archeologiche mostrano chiaramente che, in queste prime fasi del VII e l’inizio del VI sec. a.C. il piano di calpestio del Foro era continuamente ricostruito con un pavimento in terra battuta, anche le capanne e risp. gli edifici dovevano essere ricostruiti. Per contrastare questa continua minaccia e per utilizzare l’area del Foro in modo affidabile, come spazio urbano in futuro, nel corso del VI secolo a.C., fu realizzata una grande fogna che correva da nord a sud attraverso il Foro bonificando il fondovalle. Fonti letterarie successive attribuiscono la realizzazione dell’opera al quinto re Tarquinio Prisco, oppure all’ultimo re Tarquinio il Superbo. Non è fondamentale sapere se la storia riportata sia veritiera – ciò che conta è che l’attribuzione a uno dei re di Roma mostra il grande prestigio assegnato a questo progetto ambizioso nel periodo successivo.

Nei primi secoli la Cloaca maxima attraversava il Foro come un canale a cielo aperto e quindi separando la zona della piazza fisicamente e visivamente in due aree, corrispondenti ai due centri funzionali della zona del Foro: una metà a ovest, con il Comizio e la Curia come area politica e una parte ad est con la Regia e il tempio di Vesta come spazio centrale e sacro del Foro.

Quando questo canale a cielo aperto è stato coperto e trasformato in un canale sotterraneo, è un dato controverso nella ricerca. Mentre in passato questa copertura è stata datata già nel tardo VI o V sec. a.C., secondo recenti ricerche è plausibile una data più tarda: la Cloaca maxima appare coperta solo all’inizio del II sec. a.C. e sparisce dall’aspetto del Foro. Da quel momento in poi è stato utilizzato come una fogna sotterranea che ha subito riparazioni e ampliamenti negli anni successivi.

Ricostruzione

La ricostruzione si riferisce logicamente solo alla fase visibile della Cloaca maxima, quando ancora attraversava il Foro come canale a cielo aperto. Il canale è solidamente costruito di blocchi quadrati in tufo, con circa 3 m di larghezza e 3 m di profondità. Nell’area del Foro si è in grado di immaginare una balaustra di legno ai lati, che ha impedito la caduta di carri e cavalli, così come un fitto accumulo di visitatori nelle riunioni nel Foro. Le incisioni nei blocchi cuboidali possono essere associate con i travi, che hanno permesso l’attraversamento del canale nella zona del Foro.

(SM)

 

Versione stampabile

Citare: Muth, Susanne. „Cloaca Maxima“, digitales forum romanum, http://www.digitales-forum-romanum.de/gebaeude/cloaca-maxima/?lang=it (accessibile nel giorno. mese. anno)

La discussione dettagliata e la ricostruzione scientifica nel wiki del foro romano digitale (Erika Holter, Julia Preis)

 

Bibliografia scelta

H. Bauer, Cloaca maxima, in: E.M. Steinby (Hrsg.), Lexicon Topographicum Urbis Romae I (1993) 288-290.

H. Bauer, Die Cloaca Maxima, Mitteilungen. Leichtweiss-Institut für Wasserbau der Technischen Universität Braunschweig 103, 1989, 43-54.

J. N. N. Hopkins, The Cloaca Maxima and the Monumental Manipulation of Water in Archaic Rome, The Waters of Rome 4, 2007, 1-15.