Basilica Sempronia



Übersicht

  • Basilica Sempronia nella Tarda Repubblica (ca. 100 a.C.), contesto topografico
  • Basilica Iulia nel periodo Augusteo (ca. 14 d.C.), contesto topografico
  • Basilica Sempronia nella Tarda Repubblica (ca. 100 a.C.), contesto topografico
  • Basilica Iulia nel periodo Augusteo (ca. 14 d.C.), contesto topografico
  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana (169 a.C.), con le Tabernae veteres
  • Basilica Iulia augustea (dal 12/9 a.C.)

Edificazione: 169 a.C. fondazione con il nome di “Basilica Sempronia”

Modifiche: 54 a.C. probabile inizio della nuova costruzione, 46 a.C. inaugurazione con il nome di “Basilica Iulia”; 12-9 a.C. distruzione a causa di un incendio e ricostruzione; 283 d.C. distruzione parziale da incendio e restauro

Contesto storico: Tarda Repubblica II


A causa della sua tormentata tradizione, la Basilica Iulia ha ricevuto finora dalla ricerca poca attenzione. Era probabilmente il più monumentale edificio coperto del Foro Romano, costruito alla fine della Repubblica. Fu realizzata da Cesare risp. da Augusto sul lato sud del Foro, quale costruzione successiva alla Basilica Sempronia, che era stata fondata nel 169 a.C. da Tiberio Sempronio Gracco a sud delle veteres Tabernae sul sito dell’atrio delle case precedenti. La straordinaria dimensione della Basilica Iulia è dovuta probabilmente al suo carattere rappresentativo e delle sue presunte varie funzioni: così è stata tra l’altro, sede di Centumviri, un tribunale che in origine era costituito da 100 uomini; fonti letterarie riferiscono che si potevano svolgere qui quattro sentenze contemporaneamente. Inoltre, nella Basilica Iulia, vi erano saggiatori di monete (Nummularius).

Storia

Il primo a far edificare la Basilica Sempronia sul lato sud è stato il Censore Tiberio Gracco nel 170/169 a.C. – a soli 10 anni dalla costruzione della Basilica Fulvia sul lato nord del Foro. Come lo storico Tito Livio riporta, Gracco fa costruire la Basilica, finanziata in parte con fondi pubblici, nel punto in cui originariamente sorgeva l’atrio della casa del famoso generale Publio Cornelio Scipione l’Africano, che fece demolire insieme ad altre case adiacenti.

La demolizione della vecchia Basilica Sempronia e l’inizio della costruzione della nuova con Cesare grazie all’abbondante bottino della guerra gallica ha avuto luogo probabilmente nell’anno 54 a.C., in una fase in cui sul lato nord del Foro numerose misure di ricostruzione sono state avviate da Cesare, come, in particolare, il trasferimento del Rostri repubblicani sul lato ovest del Foro e lo spostamento della Curia Ostilia, che da ora in poi fu rinominata come Curia Iulia, verso la quale si basava e fu costruito da Cesare il Foro Iulio, così come la costruzione della Basilica Paulli. Con questo Cesare conduce un cambiamento fondamentale nel sistema di visione ottica della piazza (v. epoca Cesariana). Nonostante fosse ancora in uno stato non finito, la Basilica Julia, fu inaugurata da Cesare nel 46 a.C.

Come i Rostra Caesaris/Augusti o la Curia Iulia, anche la Basilica Iulia fu portata a termine dal successore di Cesare, Augusto. Ma poco tempo dopo, probabilmente sulla scia di un devastante incendio del 12 o 9 a.C. che colpì il Foro, la Basilica dovette essere ricostruita. Come fondatore del nuovo edificio Augusto, deve ora presentare i suoi designati successori, i suoi due figli adottivi Gaio e Lucio Cesare, nel loro nome è già stato costruito un portico, sul lato opposto della Basilica Paulli (cd. Portico Cai et Luci). I due figli adottivi sono morti, prima del completamento della Basilica. Per ricordare questo nefasto evento, la Basilica è stata inaugurata per loro nel 12 d.C., con il nome di “Basilica Cai et Luci”. Tuttavia questo termine non ha prevalso e l’edificio ha mantenuto il suo nome, “Basilica Iulia”.

Sotto l’imperatore Carino nel 283 d.C., la Basilica fu abbattuta ancora una volta, da un devastante incendio che distrusse soprattutto il lato ovest del Foro. Poco tempo dopo fu ricostruita dall’imperatore Diocleziano. Questa ricostruzione ha portato anche una serie di cambiamenti nella tarda antichità nel Foro: la Basilica Paulli e la Curia sul lato opposto in questione (v. epoca Tetrarchica). Durante il IV e il V sec. d.C. dovevano adornare la Basilica numerose statue, che sono state trasportate qui da altre parti di Roma, situate di fronte ai pilastri esterni (per le singole fasi v.s.).

Rovine

Soprattutto nella zona nord-ovest dell’edificio sono stati conservati pareti in muratura di mattoni, probabilmente risalenti alla fase di restauro dioclezianeo. Ciò è dovuto al fatto che nel VII e VIII sec. d.C. la chiesa di S. Maria in Cannapara utilizzò l’area occidentale della basilica originale. Il resto dell’edificio è stato probabilmente utilizzato in seguito come cava per materiali da costruzione e inglobata a poco a poco in altri edifici secondari.

A causa del depredamento medievale e il riutilizzo cristiano sono stati ottenuti dall’edificio, in passato monumentale, solo pochi frammenti delle cinque navate. Inoltre, l’area della Basilica Iulia, nel Foro Romano, è stata una delle prime a essere scavata nel XVIII secolo, in cui una documentazione scientifica dello scavo non era l’obiettivo principale dello scavatore. Nel XIX secolo furono ricostruiti parte dei pilastri e vennero rialzati anche parte degli elementi architettonici rinvenuti in situ per permettere una presentazione più chiara al semplice visitatore – i quali resti sono ancora oggi visibili presso il sito di scavo. Oggi è difficile di conseguenza seguire lo sviluppo sistematico dell’edificio e la sua sequenza edificatoria (immagini sulle attuali rovine v.s.).

Architettura e funzione

La Basilica Iulia si estende lungo il lato meridionale del Foro Romano tra il Tempio di Saturno e il Tempio dei Dioscuri; l’area occidentale è delimitata dal corso del vicus Iugarius e ad est dal corso del vicus Tuscus. A testimonianza del monumentale palazzo a cinque navate a due piani nelle tre navate centrali, oggi si conserva solamente il grande podio a due navate storia è in realtà impostata e testimoniata solo dal grande palco e la vasta pianta di 101 x 49 m. A est, nord e ovest vi sono differenti livelli di sostruzioni sul terreno. Da est si doveva entrare nella Basilica attraverso sette gradini, mentre solo un gradino era necessario nel lato ovest. Questi gradini di marmo hanno parecchie incisioni che riportano la testimonianza degli antichi giochi da tavolo.

La basilica a cinque navate era un edificio polifunzionale versatile. La menzione ripetuta di scrittori antichi che fanno riferimento alla Basilica come sede del Tribunale dei Centumviri (Corte dei 100 uomini) è considerata nella ricerca come il principale argomento generico per affrontare edifici basilicali come luogo per le controversie legali. Plinio descrive anche, che per una causa erano presenti più di 180 giudici e le gallerie erano affollate da innumerevoli spettatori che hanno assistito ai processi.

(JB)

 

Versione stampabile

Citare: Bartz, Jessica. “Basilica Sempronia,” digitales forum romanum, http://www.digitales-forum-romanum.de/gebaeude/basilica-sempronia/?lang=it (accessibile nel giorno.mese.anno)

Fase 1

  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana, contesto topografico (ca. 100 a.C.)
  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana, contesto topografico (ca. 100 a.C.)
  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana (169 a.C.), con le Tabernae veteres
  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana (169 a.C.)
  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana (169 a.C.), con le Tabernae veteres
  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana (169 a.C.)
  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana (169 a.C.), con le Tabernae veteres
  • Basilica Sempronia tardo-repubblicana (169 a.C.)


Basilica Sempronia

Sotto l’estremità orientale della navata della Basilica è stato scoperto durante gli scavi del 1960, un Impluvium (bacino di raccolta nell ́atrio di una casa romana). Così sembra che attraverso la tradizione letteraria, la Basilica Sempronia è stata costruita sugli antichi atrii delle case, collimando con il ritrovamento. Anche lo storico augusteo Tito Livio riporta che la Basilica Sempronia è stata costruita dietro le Tabernae veteres – come nel caso della Basilica Paulli sul lato nord con le antistanti Tabernae novae.

Dell ́effettiva Basilica di Sempronio Gracco si sono conservati solamente piccoli resti di fondazione, ma difficilmente è consentibile la ricostruzione dell ́alzato. Due muri di fondazione paralleli che possono essere assegnati alla costruzione, consentendo solo la realizzazione dell’Intercolunnio (la distanza tra le due colonne) che era di circa 5,45 m, queste basi erano quelle per una fila di colonne . La differenza del livello tra la fase cesarea-sempronia e successiva era di circa 30 cm, ciò si desume dall’esame di ciò che resta del pavimento marmoreo della Basilica di Cesare direttamente sulla scala del pavimento in travertino del vecchio edificio.

Fase 2

Basilica Iulia Cesarea

La Basilica Iulia fu commissionata da Cesare nell’anno 54 a.C., e secondo le fonti antiche fu inaugurata già nel 46 a.C. ancora in stato incompiuto. Il completamento fu effettuato dal figlio adottivo di Cesare risp. il futuro imperatore Augusto.

Finora, questa fase non si può assegnare univocamente nessuna parte architettonica o capitello con pilastro; ciò complica notevolmente una ricostruzione sicura. Attraverso la disposizione di Augusto nel suo tradizionale rapporto di atti (Res Gestae Divi Augusti), sappiamo che il suo nuovo edificio è stato costruito su una zona più ampia rispetto al precedente del padre adottivo. Così si può presumere che la Basilica ha già avuto essenzialmente la sua pianta a cinque navate, ma era ancora in esecuzione in un formato più piccolo. Nel corso della costruzione del nuovo edificio cesariano anche le veteres Tabernae, che erano state separate dalla passata Basilica Sempronia a nord della corte del Foro, furono demolite e quindi la Basilica si venne a posizionare, con la sua facciata direttamente sul Foro – come nel caso della Basilica Paulli in questa fase.

La zona nord della Basilica di recente formazione è stata, almeno in epoca augustea, definita da tre livelli nelle parti inferiori. Questa struttura può essere individuata grazie alla pendenza del terreno da sud a nord. D’altra parte, questo spazio corrisponde anche alla zona in cui si sospetta la localizzazione iniziale delle Tabernae veteres. Inoltre, il periodo augusteo di questo edificio è definito non soltanto attraverso gli scalini che delimitano il resto della Basilica, ma anche con la distanza della posizione del pilastro che è leggermente migliorata rispetto agli intervalli dei pilastri a sud. Si può pertanto ritenere che, a causa della continuità costruttiva di questo spazio dovrebbe essere incorporato nelle funzioni dalla nuova Basilica Tabernae già nel tempo di Cesare. Inoltre, sono unite al lato sud dell’edificio una serie di nuove Tabernae, che sono oggi, per la maggior parte sepolte. Poiché le pareti sono fatte di solido travertino, si presume che queste sono precedenti al periodo augusteo e apparterrebbero (almeno) al periodo cesareo.

Fase 3

  • Basilica Iulia augustea, contesto topografico (ca. 14 d.C.)
  • Basilica Iulia augustea, contesto topografico (ca. 14 d.C.)
  • Basilica Iulia augustea, contesto topografico (ca. 14 d.C.)
  • Basilica Iulia augustea (dal 12/9 a.C.)
  • Basilica Iulia augustea (dal 12/9 a.C.)
  • Basilica Iulia augustea (dal 12/9 a.C.)


Basilica Iulia Augustea

Si ha difficoltà nel vedere le fasi passate per ricostruire in modo scientifico, quindi la fase successiva viene attribuita all’età augustea. La causa di ciò è un incendio negli anni 12 e 9 a.C., in cui la Basilica Iulia, di epoca cesariana è stata distrutta e dovette essere ricostruita.

La monumentale costruzione ha una superficie complessiva di 107 x 51 m. La navata, che da sola misura 75 x 16 m è stata dotata di un magnifico pavimento in lastre di marmo colorato, era circondato su tutti e quattro i lati da una doppia fila di colonne, con la conseguente copertura a cinque navate della Basilica. Oggi, un pilastro della precedente facciata settentrionale è stato ricostruito con una colonna toscanica senza scanalature. Al di sopra vi è un secondo ordine composito, così fu costruita l’imponente facciata. Tutti i pilastri della costruzione erano cruciformi e sono stati collegati trasversalmente l’uno all’altro, con la conseguente formazione di portici. Essi sono costituiti da un nucleo di Opus caementicium, tenuto insieme da mattoni, per ultimo rivestiti con marmo.

Nel complesso, la ricostruzione della prima costruzione imperiale della Basilica Iulia è complicata dal fatto che l’attuale costruzione appartiene per la maggior parte al restauro dioclezianeo della fine del III sec. d.C. Pertanto è un argomento controverso nella ricerca se la volta ad arcate della Basilica Iulia può già essere augustea o è una novità della tarda antichità. Fortunatamente i frammenti marmorei severiani riportano la mappa di Roma (Forma Urbis Romae) a cavallo del II e III sec. d.C. sulla quale è visibile la Basilica Iulia. Anche in questo caso la Basilica Iulia di fase augustea è già una costruzione a cinque navate, in tal modo è molto probabile che la costruzione dioclezianea ha mantenuto relativamente fedele alla struttura della Basilica augustea con il sud adiacente alle Tabernae. A causa della monumentalità della costruzione i pilastri erano certamente necessari anche per ragioni strutturali. Questa tipologia di edifici può essere trovata parimenti al contrario nella Basilica Paulli il cui portico augusteo è diviso in parti uguali tramite portici.

Fase 4

Restauro dioclezianeo

Sotto l’imperatore Carino, la Basilica Iulia nel 283 d.C. è stata nuovamente vittima di un incendio, a causa di ciò deve essere stata gravemente danneggiata. Testimonianza del lavoro di restauro è attestata dalle imponenti arcate nella parte occidentale della Basilica. Le quali si sono conservate perché nel VII e VIII sec. d.C. vi è stata costruita una chiesa, mentre il resto della costruzione è stato successivamente rimosso e gli elementi architettonici utilizzati altrove. Quando Diocleziano fece ricostruire le mura e pilastri della Basilica furono utilizzati dei mattoni, per riparare o ricostruire completamente, con i loro bolli si può dare una datazione precisa. È probabile tuttavia, che la dimensione e l’aspetto del periodo augusteo siano state mantenute (v. s.).

Nel IV e V sec. d.C. la Basilica è rimasta un luogo attraente per la collocazione e inaugurazione di statue. Ad esempio, le statue più antiche che sono state trasportate da altri luoghi a Roma e posizionate di fronte ai pilastri esterni. Le basi utilizzate per questo scopo erano già altari, le quali iscrizioni inaugurali furono cancellate e furono fatte nuove iscrizioni da parte dei donatori.

Fase 5

  • Basilica Iulia nel contesto attuale del sito archeologico
  • Basilica Iulia, aspetto attuale
  • Basilica Iulia, aspetto attuale
  • Basilica Iulia, aspetto attuale
  • Basilica Iulia, aspetto attuale
  • Basilica Iulia, aspetto attuale
  • Basilica Iulia, aspetto attuale


Rovine

Per una discussione dettagliata e la ricostruzione scientifica nel wiki del Foro Romano digitale (Jessica Bartz, Jana Beutler, Maria Heine)

 

Bibliografia scelta

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Digital Roman Forum, Basilica Iulia, http://dlib.etc.ucla.edu/projects/Forum/reconstructions/BasilicaIulia_1

K. S. Freyberger, Das Forum Romanum. Spiegel der Stadtgeschichte des antiken Rom (Mainz 2009) 56-57, 74-78.

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B. Steinmann – R. Nawracala – M. Boss, Im Zentrum der Macht. Das Forum Romanum im Modell (Erlangen-Nürnberg 2011) 106-109.

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