Basilica Porcia



Übersicht

  • Basilica Porcia nella tarda Repubblica (ca. 100 a.C.), contesto topografico
  • Basilica Porcia nella tarda Repubblica (ca. 100 a.C.), contesto topografico
  • Basilica Porcia tardo-repubblicana (184 a.C.)
  • Case ad atrio antiche (ca. 250 a.C.), panoramica tipografica
  • Basilica Porcia nella tarda Repubblica (ca. 100 a.C.), panoramica topografica
  • Basilica Porcia in epoca post-sillaba (ca. 70 a.C.), panoramica topografica
  • Case ad atrio antiche (ca. 250 a.C.), contesto topografico
  • Basilica Porcia in der Späten Republik (um 100 v.Chr.), topographischer Überblick
  • Basilica Porcia in epoca post-sillaba (ca. 70 a.C.), panoramica topografica

Edificazione: costruita nel 184 a.C.

Modifiche: 52 a.C. distrutta da un incendio e demolita

Funzione: Edificio coperto, sede per il tribunale del popolo Costesto storico: tarda Repubblica II

Contesto storico: Tarda Repubblica II


Nel sito archeologico di oggi, la Basilica Porcia non è più visibile: l’area in cui si trova è al di fuori delle rovine, in una zona non distante scavata tra la Curia e il Carcer. Nella tarda repubblica romana, tuttavia, la Basilica Porcia rappresentò una costruzione politica centrale, era la residenza ufficiale dei tribuni della plebe che cercavano di preservare i diritti del popolo. Di conseguenza, la Basilica si trovava accanto al Comizio, l’ex sede per le assemblee del popolo e alla Curia, sede del Senato, permettendo ai tribuni del popolo di avere un’area delimitata e leggermente rialzata dove giaceva la Basilica, avendo in questo modo un colpo d’occhio sull’andirivieni politico tra Comizio e Foro.

Storia

Nell’anno 184 a.C., il famoso capo militare e politico M. Porcio Catone (noto come Catone il Vecchio) comprò due case ad atrio e quattro Tabernae nel Foro, tramite fondi pubblici, al fine di sostituirlo con una nuova magnifica Basilica, costruita in suo nome (Basilica Porcia). La Basilica d’ora in poi servì come residenza ufficiale dei tribuni della plebe (in latino Tribuni Plebis).

Con la Basilica Porcia si concentrano nell’angolo nord-ovest del Foro alcuni importanti spazi politici: la Curia, come una riunione del Senato; il Comizio, come luogo di incontro delle persone e la Basilica Porcia come residenza ufficiale dei tribuni della plebe erano importanti istituzioni politiche, indissolubilmente legate e non erano in conformità solo funzionale, ma anche in stretta relazione topografica.

Nell’anno 52 a.C. l’edificio è stato bruciato, a causa di un devastante incendio che divampò nel Comizio durante il funerale di Clodio, provocato dai suoi seguaci; la Curia Ostilia e la loro adiacente Basilica Porcia vi caddero vittima. La Basilica non fu ricostruita – l’intera area del Comizio è stata per lungo tempo il fulcro della politica edificatrice di Cesare, di conseguenza vi si formarono, la Curia Iulia, adiacente ai Fori Imperiali (Forum Iulium), e la tribuna rostrata (Rostri di Cesare) vi fu aggiunta (v. epoca Cesarea).

Origine e genesi dell’edificio basilicale

La Basilica Porcia è stato uno dei più antichi edifici a sala realizzato nel Foro Romano, per cui è stata preceduta solamente da una basilica più antica della fine del III sec. a.C., sul lato nord del Foro; altri tre grandi edifici a sala seguirono a sua volta la Basilica Porcia: la Basilica Sempronia, la Basilica Fulvia e la Basilica Opimia. Tutti questi edifici sostituirono di solito, le case ad atrio che erano sui bordi del Foro. Tuttavia, non è ancora stato chiarito se queste case ad atrio collocate – in quanto pubbliche – nel Foro , cioè nel centro politico della città di Roma – siano state utilizzate solo in parte come edifici pubblici e in parte come edifici di culto (così come altri edifici di Roma, che ci sono stati trasmessi con il nome di atrio: ad es. Atrium Libertatis come sede dei censori, il c. d. Atrium Vestae come casa per le sacerdotesse del tempio di Vesta). La variazione della progettazione architettonica – dalle abitazioni ad atrio a edifici basilicali – contrassegna un cambiamento formale, laddove cambia l’utilizzo delle aree periferiche del Foro, da una zona architettonica residenziale privata ad una sala multifunzionale, utilizzata per scopi mercantili, per fini politici e pubblici.

È chiaro che la Basilica, come costruzione, rappresenta una genuina invenzione romana. Tuttavia, lo sviluppo di questo concetto sul suolo romano è chiaramente alimentato anche da un esame complesso di vari tipi di edifici funzionalmente simili, utilizzati precedentemente nella cultura greco – ellenistica. È da qui che si presentano portici coperti (in greco Stoa) che spesso affiancano gli spazi pubblici (agorai), nelle città greche e vengono utilizzati per funzioni amministrative e di mercantili. Tuttavia la tipologia costruttiva della Basilica differisce significativamente da quella della Stoa, perché era di solito solo a una o due navate e non ha mai avuto uno spazio centrale, in quanto la Basilica possiede una navata principale al centro. Un altro modello architettonico applicabile è la sala del trono e la sala delle udienze pubbliche dei re ellenistici (in latino Aula, in greco Αὐλή). Questo confronto è affascinante, come l’origine del nome Basilica, che risale alla parola greca che significa “maestosa, regale o principesca” (in greco Βασιλική). Di conseguenza, si propone che nella parte di ricerca il nome dell’edificio Basilica, derivi direttamente dalla tipologia precedente ellenistica-monarchica che fa nascere la rappresentazione architettonica di Roma. Tuttavia, nemmeno la tipologia di edifici può ancora funzionare come ponte diretto per le sale di udienze ellenistiche con la Basilica romana. A questo proposito, sarà possibile affrontare la Basilica romana come una sorta di ibrido della Stoa greca e della sala reale e delle udienze ellenistica; come tipo edilizio che intendiamo attualmente, la Basilica è soprattutto un’invenzione romana che è stata adattata alle esigenze specifiche della società romana.

Funzione e aspetto dell’edificio basilicale

Una Basilica è spesso associata a una varietà di funzioni. Lo scrittore e teorico dell’architettura romana Vitruvio la definisce come un edificio multifunzionale per mercanti, banchieri e magistrati; come mercato coperto, come la residenza ufficiale, ma anche per essere utilizzato come un palazzo di giustizia. Mentre le altre città italiane come Alba Fucens, Cosa e Pompei; avevano di solito solo una Basilica nel Foro, Roma risp. il Foro Romano aveva una pluralità di tali edifici. Questo sembra indicare che ciascun Basilica aveva possibilmente uno specifico profilo funzionale, che a sua volta poi riflette anche nella progettazione architettonica concreta della costruzione di edifici a sala. Così si tramanda che la Basilica Porcia fungeva da sede per i tribuni del popolo (in latino Tribuni plebis). Doveva essere l’equivalente di una piattaforma rialzata (il Tribunale) che doveva accogliere due funzionari che conducevano le riunioni nella Basilica e dove i cittadini hanno cercato il loro aiuto e di entrare in dialogo con loro.

Localizzazione e ricostruzione

Similmente alla Basilica Opimia non si sono ottenuti buoni risultati archeologici per la Basilica Porcia. La sua localizzazione però è garantita dalla tradizione letteraria: ci è stato riferito che la Basilica era situata “in lautumniis”, una zona tra il clivus Lautumiarum (chiamato anche Clivo Argentario) e la Curia, che è conosciuta a nord-ovest del Foro. Entrambi gli edifici dovevano essere vicini l’uno all’altro, perché è l’unico modo per spiegare il motivo per cui la Basilica Porcia bruciò nell’incendio provocato dai seguaci di Clodio nel 52 a.C., nel quale avrebbe dovuto soccombere solamente la Curia.

Inoltre sulla base della tradizione letteraria ci si può fare almeno un’idea della costruzione: la dimensione dell’area che Cato acquistò per la costruzione della sua Basilica, si può stimare con due case con atrio e quattro Tabernae. Case ad atrio comparabili non sono state ritrovate sul Foro, ma è utile in primo luogo un confronto con il Foro della colonia romana di Cosa (fondata intorno al 273 a.C.): inoltre, a metà del II secolo a.C., ce ne erano due che limitavano il foro, sostituite da una costruzione Basilica. Tuttavia, una proiezione posteriore delle proporzioni della Basilica (e quindi anche delle case ad atrio) dal Foro di Cosa sul Foro Romano non è possibile, perché la zona nord-ovest della Curia Ostilia è semplicemente troppo stretta per una costruzione basilicale delle proporzioni di Cosa.

Per una ricostruzione approssimativa della Basilica Porcia rimane quindi l’indicazione primaria della loro posizione effettiva nella zona in questione del Foro. La relazione topografica dei due edifici adiacenti, Curia Ostilia e Basilica Porcia, può naturalmente essere calcolata solo a grandi linee. Tuttavia, un certo numero di posizioni sperimentali nel nostro modello ha portato a un orientamento più plausibile della Basilica in allineamento nord- sud lungo il clivius Lautumiarum: l’unico modo per sfruttare e raggiungere l’ampia superficie per la già relativamente piccola Basilica. Per l’ingresso vi proponiamo una prima soluzione sul lato ovest con il clivus Lautumiarum, ma anche sul lato meridionale stretto sopra il Comizio. Il Tribunale dei tribuni si trovava di conseguenza sul lato opposto all’ingresso.

Sulla base di queste considerazioni vi proponiamo un’architettura concreta della Basilica Porcia, un edificio a tre navate e due piani di circa 39 m di lunghezza, 17 m di larghezza e 16 m di altezza . I due piani adottati si basano sulla tradizione che la Basilica Porcia è stata utilizzata anche come piattaforma di osservazione per osservare le feste e le processioni svolte sul Foro.

La ricostruzione proposta può rimanere solo ipotetica. Ma attraverso la combinazione di fonti antiche che forniscono prove per la localizzazione, dimensioni e funzione, come attraverso l’associazione con la progettazione architettonica e il modello in 3D sperimentale per un utilizzo ottimale dello spazio disponibile, la riteniamo almeno sufficiente per farsi un’idea dell’aspetto originario della Basilica Porcia.

(JB, SH)

 

Versione stampabile

Citare: Bartz, Jessica – Horacek, Sophie. “Basilica Porcia ” digitales forum romanum, http://www.digitales-forum-romanum.de/gebaeude/basilica-porcia/?lang=it (accessibile nel giorno.mese.anno)

La discussione dettagliata e la ricostruzione scientifica nel wiki del foro romano digitale (Jessica Bartz, Henriette Engel, Sophie Horacek)

 

Bibliografia scelta

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