Basilica Paulli



Übersicht

  • Basilica Fulvia nella tarda Repubblica (intorno al 100 a.C.), contesto topografico
  • Basilica Paulli nel periodo Augusteo (nel 14 d.C.), contesto topografico
  • Basilica Fulvia nella tarda Repubblica (intorno al 100 a.C.), contesto topografico
  • Basilica Paulli nel periodo Augusteo (nel 14 d.C.), contesto topografico
  • Basilica Fulvia tardo-repubblicana (179 a.C.), con Tabernae novae
  • Basilica Paulli augustea (dopo il 14 a.C.)

Edificazione: 179 a.C., sotto il nome di “Basilica Fulvia”

Modifiche: 55 a.C. e 14 a.C. nuova costruzione risp. ricostruzione dopo la distruzione dovuta all'incendio, sotto il nome di “Basilica Paulli”; nel IV secolo nuove modifiche


Si possono individuare appena le rovine sul lato nord dell’attuale sito archeologico: la Basilica Paulli, che una volta si trovava qui edificata, era uno degli edifici più affascinanti e magnifici di Roma antica. Lo scrittore romano Plinio il Vecchio la inserisce tra gli edifici più belli del mondo. La Basilica Paulli era una sala monumentale e riccamente arredata, che si estendeva per tutta la sua lunghezza lungo il lato nord del Foro e la sua architettura imponente dominava l’intera zona nord della piazza.

Nome

L’edificio è stato edificato nel 179 a.C. per volere di M. Fulvio Nobiliore, poi ha attraversato diverse fasi di ristrutturazione e restauro fino a che sotto Augusto, nel 14 a.C., con M. Emilio Lepido Paullus riceve il suo aspetto definitivo che ancora oggi è in parte visibile.

A causa del cambiamento di committente anche il nome della Basilica viene modificato: inizialmente si chiamava “Basilica Fulvia”, poi dopo la presa in consegna dell’edificio nel 55 a.C. della famiglia Aemilii Paulli prende il nome di “Basilica Paulli”. Al giorno d’oggi viene di solito chiamata Basilica Emilia – non è acclarato se questo nome ha un antico collegamento con la costruzione. Piuttosto, a quanto pare, nelle fonti si è sempre parlato di Basilica Paulli quando si tratta d’impianti costruiti o restaurati dagli Aemilii Paulli risp. sul lato nord del Foro. La menzione di “Basilica Aemilia” è molto più rara, nelle fonti letterarie le ricerche risultano enigmatiche: può sorgere una confusione di nomi nella menzione del palazzo (a causa del doppio nome della famiglia fondatrice, la gens Aemilia Paulli), quindi sarebbero nomi identici Basilica Paulli e Basilica Aemilia. Tuttavia è stato anche proposto di individuare nel tradizionale letteraria della Basilica Aemilia non la localizzazione di un impianto basilicale nel Foro Romano, per il quale era stato presupposto l’ex edificio della Basilica Iulia.

Storia

Presso il sito della successiva Basilica Paulli, il censore M. Fulvio Nobiliore ha lasciato costruire, nell’anno 179 a.C. una monumentale Basilica. Probabilmente questo edificio sostituiva semplicemente una Basilica, che venne costruita in precedenza in alcune parti di questo settore, a cavallo tra il III e il II sec. a.C., la quale viene anche menzionata dal commediografo romano Plauto. La Basilica Fulvia come anche il suo permanente sconosciuto predecessore furono tra una serie di magnifici edifici a sala, che nel corso del II sec. a.C. e successivamente occupavarono i bordi dell’area Foro. Attraverso la loro comparsa, il paesaggio urbano di Roma indossava e si allineava alle metropoli dell’Oriente greco-ellenistico raggiungendo il suo brillante Standard urbanistico.

Nel corso dei progetti costruttivi di Cesare, che riguardavano quasi tutto il Foro, quindi anche la vecchia Basilica Fulvia è stata ristrutturata attraverso L. Emilio Paolo, naturalmente con il supporto finanziario di Cesare, a partire dall’anno 55 a.C. e rinominata in Basilica Paulli. A seguito delle turbolenze della guerra civile, in cui Roma affondò nel decennio successivo, alcuni ambiziosi progetti edilizi poterono essere realizzati solo in seguito, con l’omonimo figlio dello stesso Lucio Emilio Paolo, il quale rinnovò la costruzione, inaugurata nell’anno 34 a.C. Dopo un incendio nell’anno 14 a.C. la Basilica Paulli deve essere di nuovo ristrutturata. Ciò è stato fatto in nome di M. Emilio Lepido Paullus, un discendente dei precedenti Paulli, ma fu finanziato de facto da Augusto e i suoi seguaci. Sia un incendio durante il regno dell’imperatore Carino nell’anno 283 d.C. che gli incendi durante l’invasione dei Visigoti nel 410 d.C. a Roma, causarono gravi danni alla Basilica, ma ella fu più volte restaurata in modo che rimase in uso (parziale) anche nella tarda antichità. (per le singole fasi v.s.)

Architettura e funzione

Generalmente erano indicati come “Basilica” gli edifici coperti con sale multifunzionali. In una basilica si svolgevano, come apprendiamo soprattutto dalla tradizione letteraria, le transazioni mercantili, venivano fatte anche operazioni di trasferimento e di scambio del denaro e qui avevano luogo inoltre le sentenze per i detenuti. A seconda dello spazio in merito alle negoziazioni (alcune di queste hanno avuto luogo anche nello stesso tempo) è stato proprio per questo scopo specifico che alcuni settori sono stati separati in stanze da barriere di legno o altre installazioni effimere. La suddivisione in diverse navate sostenuta da colonne di costruzione si prestava particolarmente bene ad essere modificato e utilizzato in maniera flessibile.

Dal momento che la Basilica Paulli era un edifcio polifunzionale e aveva una posizione centrale veniva molto frequentato, serviva anche come sede di rappresentazione e messa in scena politica. Mentre ancora in epoca repubblicana gli Aemilii Paulli misero in relazione con loro stessi la Basilica, questo legame diminuì nella tarda Repubblica e aumentò, nel primo periodo imperiale, la relazione dell’edificio con il princeps e la sua famiglia. Particolarmente pregnante è stato ad esempio, il completo rivestimento in marmo, creando un aspetto avvincente con la moltitudine di realizzazioni nel progetto di costruzione di età augustea, grazie soprattutto al famoso commento di Svetonio, Augusto ha ricevuto una città di mattoni e l’ha lasciata in marmo.

Rovine e discussione nella ricerca

Non vi sono solo le difficoltà della trasmissione da antichi testi nella designazione del palazzo, ma anche la miriade di diverse attività di costruzione L. Aemilii Paulli che sono stati storicamente valutate in vario modo portando la ricerca ad alcune proposte molto contrastanti, per quanto riguarda il numero di fasi e la loro datazione. All’inizio del XIX secolo, così come gli scavi sono stati effettuati non è stato possibile fornire risultati chiari per lo sviluppo temporale della costruzione, soprattutto perché anche inseguito i risultati sono rimasti inediti. Tra il 1922 e il 1940, alcuni settori, come ad esempio le numerose Tabernae e la successiva suddivisione delle stesse alle spalle della Basilica furono ricostruite in epoca moderna. Questa è la parte più conservata della Basilica, che può essere osservata ancora oggi. Un’impressione delle dimensioni passate e della struttura interna della Basilica si può avere dai frammenti di colonna ricostruiti in sito. (per le immagini delle rovine odierne v.s.).

La desolante ricerca effettuata finora nella zona della Basilica Paulli non gratifica le scoperte sensazionali di decorazione architettoniche, come statue di barbari orientali o ciclo di rilievo con scene del passato mitico di Roma e risulta controversa la loro posizione nell’edificio. Attuali ricerche dell’Istituto Archeologico Germanico cercano, in base a nuove indagini della costruzione e di tutti i materiali di ottenere una migliore comprensione dello sviluppo diacronico della Basilica Paulli.

(JB)

 

Versione stampabile

Citazione da: Bartz, Jessica. „Basilica Paulli“, digitales forum romanum, http://www.digitales-forum-romanum.de/gebaeude/basilica-paulli/?lang=it (accessibile nel giorno.mese.anno)

Fase 1

  • Basilica Fulvia tardo-repubblicana, contesto topografico (intorno al 100 a.C.)
  • Basilica Fulvia tardo-repubblicana, contesto topografico (intorno al 100 a.C.)
  • Basilica Fulvia tardo-repubblicana (179 a.C.), con Tabernae novae
  • Basilica Fulvia tardo-repubblicana (179 a.C.)
  • Basilica Fulvia tardo-repubblicana (179 a.C.)
  • Basilica Fulvia tardo-repubblicana (179 a.C.)


Basilica Fulvia

Il primo edificio certo della Basilica Fulvia è stato inaugurato, secondo la tradizione letteraria, dal censore M. Fulvio Nobiliore nell’anno 179 a.C. Dal drammaturgo romano Plauto è menzionata una basilica precedente dalla quale è possibile che abbia avuto origine, dopo l’incendio del 210 a.C. ed è identificato come un edificio successivo detto “Atrium Regium”. La funzione e la datazione di questa Atrium Regium che servì chiaramente da omonimo per le successive costruzioni basilicali (lat. atrium regium = gr. αὐλή βασιλική) è controverso nella ricerca, ma di certo, giù nel tardo III secolo a.C., era la sede amministrativa per le udienze dei magistrati romani. A quel tempo il potere mondiale di Roma, allora in espansione, mancava di edifici prestigiosi nel Foro che rappresentassero la grande importanza politica estera di Roma e dove potevano essere ricevuti ambasciatori stranieri. Attraverso l’idea di sale di pubbliche ellenistiche, una forma architettonica di base che fu trasferita dal greco Orientale a Roma, trasformata e riadattata per le esigenze e i requisiti di rappresentazione romana: sembra emergere così un nuovo tipo edilizio genuinamente romano di basilica, che funzionalmente e nominalmente si è sviluppato dall’Atrium Regium. Soprattutto per la Basilica sul lato nord del Foro ci sono risultati di una chiara continuità con l’Atrium Regium situato qui.

Nel settore della successiva Basilica Paulli è stato possibile scavare in pochi punti un’architettura precedente con il posizionamento delle colonne residue. Tuttavia non è chiaro se questi resti appartengano alla costruzione del 179 a.C., oppure anche alla fase precedente del 210 a.C. Almeno un’idea approssimativa della struttura della Basilica Fulvia può essere sviluppato su questa base. Questa era probabilmente a tre navate e su due piani coperti, a sud della quale avevano aderito diversi negozi che vengono identificati come Tabernae argentariae (negozi dei cambiavalute) o Tabernae novae. Alcune di queste Tabernae si distribuivano 3 m più a nord nella tarda costruzione augustea. Il piano terra era di circa 1,50 m di profondità. Come materiale da costruzione per l’alzato sono stati utilizzati il tufo e il travertino. Le fondamenta e le basi della fila esterna di colonne, verso la Curia, sono stati conservati sul lato ovest della Basilica e sono ancora visibili in situ.

Fase 2

Basilica Paulli cesariana

Nei primi anni del I secolo a.C. la Basilica è stata quasi completamente rinnovata. I negozi sul lato sud sono stati conservati perché non sono strutturalmente parte dell’impianto basilicale, in quanto sono stati identificati come edifici propri. Poco dopo la dedicazione della Basilica nel 34 a.C., questo edificio brucia di nuovo, nel 14 a.C. di conseguenza, a causa della stretta tempistica non è chiara la distinzione tra le fasi, infatti alcune del periodo di Cesare sono state attribuite a quello di Augusto. Tuttavia, si presume che la costruzione della fase di prima fase cesariana sia simile al successivo augusteo, in tal modo è plausibile che anche per questa costruzione vi fosse già una struttura di quattro navate e due piani (v. Fase 3, Basilica Paulli augustea).

Il più importante cambiamento vi è già nella fase cesarea con grandi pilastri e mezze colonne. Queste così sostenute, collegate ad archi tramite arcate dovevano sostenere un terrazzo superiore, che doveva servire come piattaforma di osservazione per gli eventi dell’area Foro. Tra questi ammirare p.es. feste, sfilate o combattimenti tra gladiatori anche nella zona del Foro, come quelli che sono stati tenuti da Cesare diverse volte nel Foro Romano.

Fase 3

  • Basilica Paulli augustea, contesto topografico (intorno al 14 d.C.)
  • Basilica Paulli augustea, contesto topografico (intorno al 14 d.C.)
  • Basilica Paulli augustea (dopo il 14 a.C.)
  • Basilica Paulli augustea (dopo il 14 a.C.)
  • Basilica Paulli augustea (dopo il 14 a.C.)
  • Basilica Paulli augustea (dopo il 14 a.C.)


Basilica Paulli augustea

Dopo un incendio devastante nell’anno 14 a.C. la Basilica Paulli fu dovuta ricostruire da Augusto. Ufficialmente è stato fatto in nome di M. Emilio Lepido Paullus, ma il finanziamento è stato effettuato da Augusto in persona. Inoltre, in un’iscrizione per la realizzazione del portico si fa il nome del figlio adottivo di Augusto, Lucio Cesare, e probabilmente anche dal fratello Gaio Cesare (c.d. portico Gai et Luci), univoco rimando alla cerchia del princeps. Quale sforzo di Augusto per designare il suo erede al trono nel Foro e ugualmente presentarlo, in tal modo le azioni degli altri aristocratici furono ridotte, come gli ​​Aemilii Paulli, mentre le opere della famiglia giulio-claudia furono messe in primo piano (v. anche epoca Augustea II). Pertanto, l’iscrizione era opportunatamente attaccata all’arco che si estendeva a sud-est della Basilica sulla strada nord del Foro. Questo arco formò un complesso architettonico con il portico Gai et Luci, in onore dei due giovani defunti, eredi al trono. Fu inaugurato dal Senato nel 3/2 a.C. ed è stato messo in collegamento con il portico della Basilica Paulli. Il Foro del portico aveva la facciata elaborata con un misto di ordine dorico, ionico e tuscanico con elementi regionali. Circa il portico e i negozi era, come con il suo predecessore Cesare, una terrazza monumentale.

I magnifici arredi in marmo all’esterno si riflettevano anche negli interni. Il pavimento della navata centrale fu decorato con preziosi marmi colorati, mentre il fondo delle navate laterali erano coperte di marmo bianco. L’ordine interno inferiore aveva capitelli ionici, il superiore corinti. A nord c’è stata un’estensione dell’edificio non esattamente databile, perché la Basilica passò da tre a quattro navate.

Fase 4

Basilica Paulli nella tardo-antichità

Attraverso un’iscrizione onoraria per l’imperatore Onorio e Arcadio negli anni 418-420, che attesta il restauro del portico della Basilica attraverso il prefetto della città Symmachus, avvenuto dopo un lungo periodo di tempo per la ricerca di un provvedimento di ripristino dell’invasione dei Visigoti di Alarico a Roma nel 410 d.C. La Basilica Paulli quindi va intesa come un primo esempio delle opere distrutte da parte dei Visigoti a Roma – e osservando il restauro nei risultati del portico, con una posizione per la colonna stretta che sembrava contraddire l’aspetto dell’edificio augusteo, come misure disperate per l’offuscamento del portico che giaceva alle spalle in rovina. Recenti studi, tuttavia, sono in grado di dimostrare che sia il portico sia la costruzione Basilica dimostrano che nella prima metà del IV secolo d.C. sono stati ricostruiti e rinnovati, molto prima dell’invasione dei Visigoti. Inoltre, molte parti della basilica imperiale sono state riutilizzate ed altre sono state riparate con mattoni, ma sostanzialmente la Basilica si manteneva con le sue dimensioni all’aspetto generale dello stato augusteo. Queste misure strutturali generali della Basilica Paulli era così in una serie di modifiche che per una certa quantità, già dal IV secolo d.C. diede un nuovo aspetto uniforme al magnifico aspetto del Foro nel suo capitolo finale (v. epoca Tardo antica I).

Fase 5

  • Basilica Paulli nell'attuale contesto del sito archeologico
  • Basilica Paulli, aspetto attuale
  • Basilica Paulli, aspetto attuale
  • Basilica Paulli, aspetto attuale
  • Basilica Paulli, iscrizione dedicatoria per Lucius e Caius Caesar
  • Basilica Fulvia, i resti sopravvissuti dei basamenti per i pilastri


Rovine

Per la discussione dettagliata e la ricostruzione scientifica nel wiki del “digitales forum romanum” (Jessica Bartz)

 

Bibliografia scelta

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