Flavia

intorno al 96 d.C.



Übersicht

  • Foro sotto Domiziano (ca. 96 d.C.), sguardo da sud-est
  • Foro sotto Domiziano (ca. 96 d.C.), sguardo da est
  • Foro sotto Domiziano (ca. 96 d.C.), sguardo da nord-est
  • Foro sotto Domiziano (ca. 96 d.C.), sguardo da nord-ovest
  • Foro sotto Domiziano (ca. 96 d.C.), sguardo da ovest
  • Foro sotto Domiziano (ca. 96 d.C.), sguardo da sud
  • Foro sotto Domiziano (ca. 96 d.C.), panoramica topografica
  • Foro sotto Domiziano (ca. 96 d.C.), prospettiva aerea

I diretti successori di Augusto, gli imperatori della dinastia iulio-claudia (Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone), dopo il 14 d.C. hanno modificato leggermente con una propria donazione di edifici l’aspetto del Foro. Così, il Foro è rimasto da Augusto quasi conservato come rappresentazione degli Iulii: fu una decisione astuta dei suoi successori, in tal modo anche questi beneficiarono dell’onnipresenza quale nuova dinastia Giulia nel Foro (v. Augustea II).

Tuttavia, quando Nerone, l’ultimo giulio-claudio, nell’anno 68 d.C. fu spodestato e nel 69 d.C. con i Flavi salì al trono imperiale una nuova dinastia, dal quel momento anche le carte del Foro furono rimescolate. I nuovi imperatori Flavi (Vespasiano, Tito, Domiziano), che poterono rimanere al potere fino al 96 d.C., cercarono, in modo simile a Cesare e Augusto, di lasciare il proprio segno nell’aspetto del Foro. Al fine di mantenere sul trono imperiale ciò era in una certa misura un’azione di “vitale importanza”: dato che la nuova dinastia era venuta al potere attraverso la vittoria della sanguinosa guerra civile, doveva mostrare un alto profilo per la legittimazione della propria sovranità e per attirare la lealtà del Senato e del popolo. I Flavi, molto abilmente, hanno cercato attraverso un paragone esplicito e diretto un collegamento ideologico con il primo imperatore, Augusto, con eguale stilizzazione, per far legittimare il proprio potere. Così hanno cercato nella politica costruttiva l’edificazione di grandi edifici, sull’esempio di Augusto di rispondere direttamente alla magnifica Roma augustea e fornire di conseguenza una magnifica Roma flavia. Soprattutto nel Foro Romano, questo è stato essenziale: data l’onnipresenza della famiglia Iulia a cui doveva necessariamente seguire una risposta dei Flavi.

Ma le condizioni del Foro erano notevolmente cambiate. Durante il regno di Augusto era stato fatto molto più spazio libero per gli edifici prestigiosi di nuova costruzione (in quanto in quel momento si doveva tener conto meno dell’urbanizzazione precedente), invece i flavi trovano un Foro già occupato e denso di edifici e monumenti di Augusto e della sua famiglia. Tuttavia essi hanno lasciato la loro presenza, con due edificazioni, nel già modellato Foro augusteo e in tal modo lasciar rappresentare la propria dinastia, nella ricerca di un dialogo con gli edifici Iulii.

Una prima edificazione è stata la costruzione del tempio di Vespasiano nell’angolo sud- ovest del Foro. Come Augusto per Cesare in passato aveva fatto costruire un tempio nel Foro, ugualmente Tito e Domiziano lasciano costruire un tempio simile per il loro defunto padre Vespasiano. Il capostipite divinizzato e venerato nel Foro della dinastia giulio-claudia ricevette in risposta dal fondatore della dinastia flavia, altrettanto divinizzato, la realizzazione di un tempio di culto. In tal modo i due templi presero posto nei due lati stretti e opposti del Foro – il Tempio di Cesare nella metà del lato est, il tempio di Vespasiano leggermente spostato sul lato sud-ovest – era visibile a tutti la diretta relazione e il dialogo di entrambe le dinastie.

La seconda edificazione avviene da parte di Domiziano, il quale altrettanto entra con il suo dialogo in pendant con quello augusteo. Però invece di essere presente insieme nel Foro, il monumento Flavio sostituisce il monumento di Augusto o meglio ne prende il posto. Quindi il dialogo muta in una controversia. Per celebrare le vittorie militari di Domiziano fu innalzata una statua equestre colossale, la Equus Domitiani, costruita sull’area Forum al centro. L’assorbimento della zona del Forum era inevitabile, perché i Rostri Augusti avevano perso la loro singolarità, come base per le statue onorarie imperiali realizzate precedentemente sotto Nerone e quindi non potevano convincere come palcoscenico di ambiziosa rappresentazione dell’imperatore regnante. Prominenti modelli portano ad una nuova soluzione: con l’immissione di statue onorarie più grandi che furono innalzate al centro del Foro di Cesare e di Augusto, si creò un concetto di accettazione. E l’occupazione dell’area centrale del Foro con un monumento alla vittoria che era già stata fatta da Augusto – le tre columnae rostratae come monumento onorario della sua vittoria ad Azio sembrano essere state erette nel Foro augusteo, dove ora si innalza la statua equestre di Domiziano. Questi pilastri onorari di Augusto furono posizionati sul Campidoglio da Domiziano che occupò il centro del Foro.

I due interventi costruttivi della dinastia Flavia nel Foro rappresentano un intervento topografico solo su due interventi tempestivi nell’aspetto della piazza – in contrasto con tutta la superficie scoperta del Foro con la onnipresenza iulia sotto Augusto. Ma i due interventi ad hoc degli imperatori Flavi sono stati abili e hanno permesso loro di impegnarsi con la precedente dinastia Giulia in un dialogo impegnativo e di successo. Ovviamente la forte presenza ottenuta dai Flavi non sopravvisse alla caduta dell’ultimo imperatore flavio, Domiziano, nel 96 d.C.: la colossale statua equestre al centro del Foro venne demolita e rimase solo il tempio di Vespasiano il quale era posizionato in modo più discreto, che ha trasmesso nel futuro la storia della dinastia Flavia nel Foro.

(SM)

 

Versione stampabile

Citare: Muth, Susanne. “Flavia”, digitales forum romanum, http://www.digitales-forum-romanum.de/epochen/flavisch/?lang=it/ (scaricato il giorno / mese / anno)

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