Augustea II

ca. 14 d.C.



Übersicht

  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), sguardo da sud
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), sguardo da est
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), sguardo da nord-est
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), sguardo da nord-ovest
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), sguardo da ovest
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), sguardo da sud
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), panoramica topografica
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), prospettiva da ovest
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), sguardo da ovest
  • Foro sotto Augusto (ca. 14 d.C.), prospettiva aerea

Quando Augusto il 19 agosto del 14 d.C. muore, il Foro Romano si presenta in modo radicalmente nuovo. Solo poco si ricorda dell’aspetto del Foro di quel momento, quando Augusto negli anni ’40 e ’30 del I sec a.C. era entrato nel palcoscenico politico.

Quasi tutti gli edifici nell’architettonica cornice brillavano ora con nuovo splendore, i precedenti edifici in questione sono stati in gran parte sostituiti da nuovi, costruiti con una più magnifica e più imponente architettura; invece del travertino e del tufo ora si costruisce con il marmo splendente, il nuovo materiale da costruzione della Roma augustea. Si aggiunsero anche numerosi monumenti onorari, che organizzati nel Foro con un nuovo metodo, si riferivano soprattutto al Princeps come sovrano onnipotente di Roma e alle sue vittorie militari. In fin dei conti, quasi tutti gli edifici che incorniciavano il Foro, erano, in un modo o nell’altro, riconducibili al nuovo Cesare e alla sua famiglia: sia che fossero stati donati da lui o da membri della sua famiglia, sia che fossero stati donati a lui o alla sua famiglia in onore del Senato e del popolo di Roma, sia che la loro decorazione architettonica metteva in risalto i benefici di Augusto. Tutto sommato, al cospetto della nuova sovranità degli Iulii, fu dato al Foro un nuovo aspetto e tutta la sua vita si svolse simbolicamente sotto gli occhi del nuovo Princeps, dei figli eredi prescelti, come designati al trono e il suo padre adottivo Cesare, divinizzato. Giustamente il Foro, in tardo periodo augusteo, sarà connotato come nuovo spazio di rappresentazione degli Iulii.

Anche se, al momento della morte di Augusto, la riprogettazione del Foro appare completamente ben pianificata, con lo scopo di rappresentare il centro politico e pubblico di Roma, il nuovo equilibrio di potenza, rendendo palpabile il cambiamento del sistema politico nello specchio urbano del Foro, del resto, non era una progettazione perseguita fin dall’inizio. Piuttosto, nella trasformazione del Foro sotto Augusto, spicca il conseguente risultato progressivo di una serie di coincidenze e dinamiche interne. Per Augusto, l’entrata ufficiale nello stato romano e di Roma nel 27 a.C., ha determinato di fatto una monarchia, che ha determinato una trasformazione inimmaginabile del Foro. famigliare nella città moderna – ovviamente la zona davanti In quel periodo ha agito con la sua politica di costruzione nel Foro ancora sulle tradizioni di Silla e di Cesare, fondando la scena politica con la fondazione di pochi edifici ma comunque centrali (Curia Iulia e il Rostra Augusti, e il tempio di Cesare divinizzato). I monumenti onorari attraverso i quali il Senato e il popolo romano rispondevano agli edifici fatti erigere da Augusto, agivano nello stesso sistema della politica che finora aveva fatto salire costantemente gli onori pubblici nel Foro (Columnae rostratae, monumenti ad arco per (forse) Naulochos e (sicuro) Azio, in seguito alla vittoria sui Parti, la statua equestre sui Rostra).

Però in seguito l’intera area del Foro è stata sottoposta a una modernizzazione “augustea”, dovuta a due motivi principali: da un lato il danno esteso, a causa dell’incendio del Foro nell’anno 14 a.C. (e forse un ulteriore nel 9 a.C.) mentre per diversi edifici come la Basilica Giulia e Paulli era necessario fare un adeguato restauro, e dall’altro il desiderio di Augusto, di presentare nel Foro l’erede designato al trono (la morte prematura degli eredi mirati, C. e L. Cesare, causò un nuovo sforzo, con la presa di posizione di un altro erede, Tiberio).

Le nuove opere edilizie riguardano allo stesso tempo i quattro maggiori e più monumentali edifici nel Foro – un chiaro indizio che gli interventi sulla politica di costruzione non erano solo puramente pragmatici, ma nel contempo servivano alla rappresentazione del fondatore. Come fondatori della Basilica Giulia a sud, si presentavano i due figli adottivi di Augusto, C. e L. Cesare; l’inaugurazione del palazzo ha avuto luogo il 12 d.C. in onore dei principi defunti. Vicino la Basilica Paulli di fronte al lato nord è stato costruito il portico Cai et Luci (probabilmente il portico posizionato davanti la Basilica), che è stato inaugurato anche in onore dei primi due eredi al trono da parte del Senato 3-2 a.C. Tiberio, che è stato eletto dopo la morte di C. e L. Cesari come erede al trono, fa realizzare da parte sua come costruttore e fondatore il grande tempio dei Dioscuri nell’angolo sud-est e il tempio della Concordia sul lato ovest – egli dedicò entrambi i templi a suo nome e a nome del defunto fratello Druso: l’ultimazione del tempio dei Dioscuri si data al 6 d.C. e il tempio della Concordia al 10 d.C. Questi quattro edifici erano anche gli edifici con la più impressionante e molto apprezzata per la loro magnifica architettura – con loro quasi tutte le parti dell’architettura del Foro erano inquadrate e occupate dai Iulii e allo stesso tempo la lancinante onnipresenza della generazione Iulia fu estesa alla prossima generazione.

La trasformazione del Foro dopo il 14 a.C. non si è limitata solamente ad un’architettura da cornice. Anche il reale aspetto del Foro è stato ridisegnato sotto Augusto – e sembra quindi essere stato sottoposto ad una nuova fondamentale concezione. Nell’anno 12 o 9 a.C. l’area della piazza del Foro è stata ripavimentata con il travertino e distinta in modo marcato intorno alle strade laterali. Il concetto di luogo come piazza-isola si presenta qui come una concezione completamente unica dei Fora romani – la quale oggi viene accentuata dalle strade che la circondano su tutti i lati, a causa della quale sono divise e con questo aspetto ci appare ai Rostra riedificati da Augusto era il palcoscenico dove andava accentuata l’importanza della raccolta per il popolo romano.

(SM)

 

Versione stampabile

Citare: Muth, Susanne. „Augustea II“, digitales forum romanum, http://www.digitales-forum-romanum.de/epochen/augusteisch-ii/?lang=it/ (scaricato il giorno / mese / anno)

 

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